La donna allo specchio

La donna allo specchio
Fiandre, XVI secolo. Anne è una mistica che parla con la natura e gli animali e non comprende appieno l’importanza dei riti religiosi: un modo di vedere le cose totalmente non in linea con l’epoca in cui sta vivendo, dato che imperversa l’Inquisizione… Vienna, primi del Novecento, Hanna è insoddisfatta: del suo matrimonio, della sua vita borghese, delle convenzioni a cui necessariamente si deve sottoporre. Sente di avere bisogno di stimoli nuovi, differenti: li trova nello studio della scienza che si sta diffondendo ad opera del dottor Freud… Hollywood, giorni nostri.  Anny è ormai una celebrità, ma il successo che il cinema le ha donato non è sufficiente a fornirle la serenità che le manca da tempo: la cerca nella droga, finché la ricetta della felicità le comparirà nel modo più semplice e incredibile nello stesso tempo…
Anne, Anny e Hanna. Tre donne, tre  epoche e tre destini diversi ma con dei legami strettissimi. La donna allo specchio è un romanzo composito e elaborato,  come lo è una donna che si specchia nella sua immagine problematica e piena di sfaccettature, questioni diverse a seconda dei tempi che si accavallano e si scontrano. Lo scrittore e drammaturgo francese Schmitt, già autore di opere famose come Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano e Odette Toulemonde, ha come al solito un’incredibile capacità di scrittura che lo rende in grado di descrivere al meglio la situazione femminile, a prescindere dall’epoca storica presa in considerazione. Capacità rara in uno scrittore uomo? Semplicistico ridurlo a definizioni così tranchant: tre storie, tre donne, tre città, tre momenti storici e uno scrittore abile e profondo che si riconferma tale anche dopo quest’ultima fatica.

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