La donna del martedì

La donna del martedì
Maria Poniatowski, come ogni martedì da circa quarantasei anni, raggiunge l’appartamento di Mrs. Ellington, un’anziana donna di 92 anni ormai quasi cieca. Ma qualcosa quella mattina l’ha fatta preoccupare: nonostante la vecchietta riposi tranquilla nel suo letto le tracce di sangue lungo il corridoio hanno messo in agitazione Maria. Un piccolo incidente domestico, dirà Mrs. Ellington, niente di cui preoccuparsi, ma un’inquietudine nella testa di Maria non riesce a fermarsi. Fare le pulizie in quella casa, chiacchierare e prendere il tè è rassicurante: la vita di Maria è stata difficile, un’infanzia in fuga dalla guerra, l’allontanamento dal suo villaggio di Gulyaypole in Ucraina, il lavoro nei campi, fino all’incontro con l’uomo che diverrà suo marito Lev, che seguirà fino in Canada alla ricerca di un riscatto. E alla nascita del figlio Radek…

Un romanzo intenso eppure così profondamente delicato, scritto con una grazia che è propria di chi sa piegare la scrittura alle emozioni, di chi sa raccontare attraverso i momenti di riservata intimità della vita di una donna qualunque, la grandezza e l’assoluto nella vita di ciascuno. Una storia di una donna come tante che diventa la storia di ogni rifugiato: le paure, i sogni, le aspettative e la nostalgia di una donna che a fatica riesce a vivere un presente che sembra sempre sfuggirle di mano. Una voce, quella di Claire Messud, che viene voglia di ascoltare e riascoltare perché senza difficoltà si siede al centro dell’anima del lettore con la naturalezza di chi c’è sempre stato. Non stupiscono i tanti premi vinti né le critiche esaltanti del “New York Times”, del “Guardian” o di “Publishers Weekly”.

 

 

 

 
 
 
 

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