La doppia vita di Anna Song

La doppia vita di Anna Song
Anna Song è la più grande pianista rimasta sconosciuta in vita. La giovane artista, stroncata dal cancro a soli 33 anni, è vissuta sempre ai margini della scena musicale internazionale: costretta a lottare sin dalla tenera età contro il suo male, aveva ben presto abbandonato la carriera concertistica per ritirarsi a vita privata. Quella vita amorosamente custodita dal marito Paul Desroches, che le aveva costruito uno studio di registrazione all'interno della loro villa. Qui Anna ha inciso in ben 102 cd quasi tutte le opere dei più grandi compositori della storia, un'impresa titanica che poco prima della sua morte Paul ha deciso di voler condividere col mondo. Sono bastati pochi mesi perché la leggenda di Anna deflagrasse come una bomba nel tranquillo scenario della musica classica: la sua musica viene osannata da critici e appassionati, la leggenda di una donna bella e sensibile rimasta incompresa per tutta la vita è impossibile da arginare. Almeno finché un ascoltatore scopre una strana associazione su iTunes e i giornali iniziano a investigare: le suonate di Anna sono solo il frutto di sapienti arrangiamenti di incisioni di altri pianisti di grande talento, mai saliti alla ribalta delle cronache. Minime variazioni di velocità e ritmo hanno reso irriconoscibili i brani ma non c'è dubbio: il caso Anna Song è un imbroglio messo in piedi da suo marito, per amore, vendetta o lucro. E chissà se la fatidica pianista è mai esistita, nella clinica dove era in cura non l'hanno mai sentita nominare, i suoi insegnanti di quand'era bambina ormai sono morti e nessuno può giurare di averla vista in viso almeno una volta...
Ispirato alla vera storia di Joyce Hatto, pianista britannica vittima del cancro che lasciò oltre un centinaio di cd che si rivelarono truccati, il romanzo di Min Tran Huy si muove come un gioco di specchi in cui è facile perdere l'orientamento. Muovendosi tra le memorie scritte da Paul e gli articoli di giornale che raccontano la vicenda di Anna Song, la narrazione va avanti sue due piani paralleli che solo nell'ultimo capitolo riusciranno a ricongiungersi e a ricomporre i pezzi del puzzle. E se un neofita della musica classica potrà trovare difficile destreggiarsi tra termini tecnici e nomi di compositori, non potrà non subire il fascino di un personaggio ambiguo come Paul, sempre in bilico tra tre diverse vite: quella vissuta, quella raccontata e quella immaginata. L'intreccio perde un po' di agilità nella parte che racconta l'infanzia di Paul e Anna e calca troppo sulle vicende tragiche delle loro famiglie che li avvicinano, ché se possono apparire realmente terribili per lui (giovanissimo orfano d'entrambi i genitori) suonano artificiose nel caso della ragazza. Ma forse, chissà, anche queste sono frutto della fantasia di Paul e vanno prese con indulgenza: un'invenzione dentro l'invenzione.

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