La famiglia Karnowski

Erudito e seguace dell’illuminismo ebraico, David Karnowski decide di abbandonare la Polonia insieme con la moglie Lea, dopo aver cozzato contro l’ostilità compatta della comunità hassidica di Melnitz, arroccata su posizioni più ortodosse. Giunto a Berlino, intraprende con successo l’attività di commerciante di legname. Fiero della ricchezza e della rispettabilità ottenuta, prende le distanze dagli abitanti del ghetto ebraico e frequenta le persone più abbienti e acculturate esprimendosi in un tedesco impeccabile. Il figlio Georg, benché educato dal padre al principio secondo il quale occorre “essere ebrei in casa e uomini in strada”, conduce invece una vita opposta riservando al genitore non pochi motti di rabbia. Dopo aver conseguito a fatica la laurea in medicina, al rientro dalla guerra diviene primario della prestigiosissima clinica ginecologica del professor Halevy e sposa Teresa, un’umile infermiera di religione cristiana. Una condizione che vede imboccare alla propria famiglia la via di una compiuta integrazione e giungere in breve tempo ai più alti vertici della scala sociale. Ma tutto si complica con l’avvento sulla scena politica del movimento nazista e del diffuso clima antisemita…
Attraverso il complicato rapporto generazionale della saga dei Karnowski, Israel Joshua Singer (1893 – 1944), fratello del Premio Nobel per la Letteratura Isaac B., ci racconta anche un pezzo di Europa ebraica trapiantata in Germania tra la fine del XIX secolo e quello successivo, quando il Paese diviene patria di esuli, immigrati, gente che arriva da un altrove e si radica per lo più senza perdere la memoria delle proprie radici. E lo fa con l’insigne maestria con cui solo i grandi scrittori riescono in pieno a restituire il piacere della lettura. Il suo spazio narrativo conferisce un’aria viva e intensa a quella che potrebbe essere solo una delle tante saghe famigliari a cui ci ha abituato ormai larga parte della letteratura, riproducendo l’affresco di un tempo e di un luogo in cui il conflitto tra tradizione e cambiamento trasforma non solo la vita sociale ma anche quella privata. Al di là dello scorrere delle generazioni, il tratto più singolare del romanzo è dato dall’attenzione minuziosa che l’autore dedica al tratteggio dei personaggi, dell’identità ebraica in tutte le sue infinite sfumature culturali e umane;  mentre l’evocazione del quadro storico che ne fa da cornice, conferisce al racconto la misura di una piccola e tormentata epopea. Come solo sanno fare le storie capaci di far vibrare la musica distante delle cose che sembrano remote e che invece sono così prossime da sembrare quasi nostre.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER