La famiglia Wang contro il resto del mondo

La famiglia Wang contro il resto del mondo

Charles Wang guarda fuori dalla finestra della sua casa – anzi, della sua villa in stile georgiano – di Bel-Air (California), con un’aspirina in mano. A breve arriveranno quegli stronzi opportunisti della banca a pignorargli la casa e non solo. Charles torna con la mente a Taiwan, dove è nato in esilio, perché il governo comunista cinese al tempo della rivoluzione ha confiscato le terre un tempo appartenute alla sua famiglia. Suo padre aveva messo su una fabbrica di urea nei sobborghi di Taiwan e da lì un giorno aveva spedito Charles oltreoceano, con una lista di potenziali clienti nella tasca della giacca. Poi era successo che Charles – in preda a un terribile mal d’aria – aveva passato metà del viaggio chiuso nel bagno dell’aereo. Quando ne era uscito stringeva in mano una piccola saponetta profumata ancora avvolta nella sua carta: tra gli ingredienti figurava la parola “urea”. Era stata la svolta. Atterrato in America, Charles aveva messo su un impero della cosmesi dai fatturati esorbitanti, aveva sposato una modella cinese e aveva messo al mondo tre figli. Poi, al culmine del successo, aveva osato un azzardatissimo investimento che in men che non si dica si era rivelato un Fallimento colossale: Charles aveva perso tutto –casa, proprietà, stabilimenti. Così, dopo aver ingollato l’aspirina di cui sopra, Charles tira fuori dal garage la vecchia auto della moglie morta e parte. Il suo obiettivo è quello di tornare finalmente in Cina a rivendicare le terre della sua famiglia. Ma prima deve passare a prelevare sua figlia Grace dal collegio e suo figlio Andrew dal college, e attraversare gli Stati Uniti da costa a costa per scaricarli a casa della figlia maggiore Saina, nei pressi di New York...

Jade Chang – a dispetto del suo cognome – è nata negli Stati Uniti da genitori cinesi e fa la giornalista. La famiglia Wang contro il resto del mondo è il suo primo romanzo, che si prospetta di grande successo, visto che è in corso di traduzione in dodici Paesi. La storia è quantomeno originale: una famiglia squinternata e male assortita si trova di colpo a condividere lo spazio angusto di una macchina color carta da zucchero, e non per pochi minuti, visto che ci sono tutti gli Stati Uniti da attraversare. Quello che ne esce fuori è un romanzo “on the road” sopra le righe, brillante e ironico, ma anche profondo e commovente allo stesso tempo. Jade Chang mostra una grande capacità di scrittura e di costruzione dei personaggi, che vengono rivoltati come calzini e messi in bella mostra con tutte le loro caratteristiche, le loro nevrosi, le loro debolezze. Un romanzo “multi prospettico”, perché ogni capitolo è narrato secondo il punto di vista di questo o di quel personaggio: nessuno è secondario, tutti sono importanti allo stesso modo, ognuno di loro ha qualcosa da dire o da fare. È così che, ancora una volta, il viaggio manifesta tutta la sua potenza formativa, e la strada si mostra per quello che è: via maestra e sentiero pericoloso, luogo in cui incontrarsi e talvolta anche scontrarsi.



 

 

 

 
 
 
 

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