La felicità è facile

La felicità è facile
La strada è buia e stretta, cinta da due alte mura senza finestre, lunga e con un buco in mezzo, da cui proviene una debole luce, un buco circolare. Un foro fatto per saltarci dentro… L’uomo con l’impermeabile chiaro sta seduto in fondo al bancone. Ha ordinato un bicchiere di whisky già da un’ora. Ma non si decide a berlo. Se lo rigira fra le mani. E poi ne chiede un altro… Le luci della città si svegliano dal sonno, e paiono seguire l’incerto cammino di Gio, impegnato a tornare a casa dopo una notte a dir poco bianca… Le unghie rosse scintillano al caldo sole di luglio mentre la mano tiene una sigaretta sottile e colorata, i surfisti, biondi e muscolosi, schizzano simili a razzi sulle onde e Frank, il marito, una massa bianca e gelatinosa simile a una larva, beve rumorosamente e fa pendant con la sdraio su cui si trova…
Diciannove racconti, alcuni dei quali davvero brevissimi. E più sono brevi più funzionano, verrebbe da dire. Perché non c’è nulla di superfluo, sono immagini nitide, flash senza né un “prima” né un “dopo”, catturati all’improvviso, scogli che emergono nel mare dell’esistente. Inquadrature riprese dalla giusta distanza, in modo tale che si possa avere piena contezza dei dettagli senza che questi diventino predominanti sul quadro d’insieme: scene di vita più o meno quotidiana, con tutto quel che ne deriva, tra miserie, slanci e una certa varietà di tipi umani, il tutto ben caratterizzato. La prosa di Nuzzolo sembra infatti raggiungere il massimo della compiutezza nella sintesi estrema e in generale nella dimensione del racconto, che valorizza al meglio il suo stile efficace e sentenzioso, che si concede il lusso di ironizzare con grazia su tutto.

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