La figlia del mercante di fiori

La figlia del mercante di fiori

Sidney, 2017. Alla morte della nonna, Anna riceve in eredità la sua vecchia casa, una di quelle dimore a schiera in una delle tante stradine strette e tortuose del quartiere di Paddington, dove lei e sua sorella erano solite andare da bambine quando facevano visita ai nonni. La casa non viene ristrutturata da decenni: conserva ancora la fòrmica giallo limone, il linoleum arancione e marrone e i vecchi mobili di legno scuro e massiccio. È giunto il momento di sistemarla. Nonostante i dubbi e le emozioni che la sopraffanno, Anna decide di non tornare indietro sulla sua decisione. Durante i lavori di demolizione della libreria della zona giorno, gli operai trovano un taccuino e un cofanetto, più o meno delle dimensioni di una scatola di stivali, coperto di polvere, chiuso da un lucchetto arrugginito, nascosti in una cavità del muro. Com’è possibile che una scatola fosse racchiusa all’interno della parete? È stata forse la nonna a nasconderla? Cornovaglia, 1886. Nei giorni successivi alla morte del padre, Elisabeth è incerta sul suo futuro. Dopo aver ricevuto la visita della sorella Georgiana e del suo consorte Robert, venuti da Plymouth a Trebithick Hall per la triste occasione, Elisabeth non trova conforto in nulla, nemmeno nel disegnare le piante esotiche e insolite che suo padre ha riportato dai paesi nei quali viaggiava e che, sotto la sua guida, ha studiato per anni e sono diventate la sua passione. Prima di ammalarsi, John Trebithick aveva programmato un altro viaggio in Sudamerica, con destinazione Valparaìso, sulla costa cilena, con la missione non solo di riportare a casa ulteriori esemplari di piante esotiche, ma anche di trovare una pianta dalle potenti capacità curative, ma allo stesso tempo la più velenosa al mondo: la Trompeta del Diablo, la tromba del diavolo, nella cui ricerca era impegnato anche un certo signor Chegwidden, un mascalzone spietato e disonesto, che avrebbe utilizzato qualsiasi mezzo per trovarla per primo e venderla al miglior offerente. Dopo la scomparsa del padre, Elisabeth è l’unica che può affrontare l’insidiosa missione…

In una recente intervista Kayte Nunn, che, oltre ad essere una scrittrice, ha lavorato anche come editor di libri, siti web e riviste di viaggi, ha dichiarato che “non c’è nessun luogo dove la tua immaginazione non possa portarti” alla domanda se scrivere di viaggi fosse per lei come un po’ viaggiare con la mente e con il cuore, anziché con il corpo. In effetti, anche in questo romanzo, La figlia del mercante di fiori, il viaggio è parte della storia: un viaggio oltreoceano, lungo giorni e giorni, come poteva esserlo a fine Ottocento, nel quale il lettore stesso viene condotto assieme ad una delle protagoniste, per iniziare l’avventurosa missione alla ricerca di una pianta preziosa e rara. Prima historical fiction della scrittrice britannica, deriva in parte dal suo interesse per i fiori e l’arte botanica. L’idea del romanzo è infatti nata, come descritto a margine del libro, a seguito di una passeggiata con la figlia ai Botanic Gardens di Sidney, in Australia, dove attualmente vive, e della visita ai Kew Gardens e alla “Marianne North” Gallery a Londra, che racchiude una vasta collezione di dipinti ad olio, risalenti alla seconda metà dell’Ottocento, raffiguranti la flora autoctona dei paesi visitati dall’artista. La curiosità per la vita avventurosa di una illustratrice e naturalista dell’epoca è stata il punto di partenza della storia. La fervida immaginazione della scrittrice ha fatto il resto. Da qui è nato il racconto di due donne, separate da oltre un secolo, ma legate da qualcosa in comune: un diario e una scatola di metallo al cui interno sono racchiusi un quaderno di acquerelli di piante, una fotografia risalente al 1886 e un sacchetto di semi. Kayte Nunn è autrice di cinque romanzi, di cui due pubblicati in Italia. La figlia del mercante di fiori, uscito nel 2018 (in Italia pubblicato nel 2019 e ristampato nel 2020) è il terzo romanzo della scrittrice, che attualmente è al lavoro sul sesto.



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