La figlia segreta

La figlia segreta
Nel 1984, Kavita dà alla luce la sua seconda figlia. Sono le prime ore del mattino quando la levatrice le lascia sole nella capanna abbandonata: per questo chiama sua figlia Usha, alba. Subito dopo, Kavita strappa a suo marito Jasu la promessa di lasciarle sua figlia almeno per una notte. I due contadini non possono permettersi una bambina, che sarebbe un peso per loro, hanno bisogno di un ragazzo che aiuti Jasu nei campi. Dopo che lui ha fatto sparire la loro prima figlia, Kavita questa volta è intenzionata a portare Usha nell'orfanotrofio che si trova a Mumbai. Nello stesso anno, ma nella città di San Francisco, Somer subisce l’ennesimo aborto spontaneo. La prima volta era stato un sollievo, perché era sposata con Kris da appena due anni ed entrambi studiavano per la specializzazione, lei in pediatria, lui in neurochirurgia. Ora, dopo diversi tentativi di rimanere in cinta, è un collega a darle la diagnosi che temeva: insufficienza ovarica. A soli trentun’anni, sta per entrare in menopausa. Suo marito le propone l’adozione: Kris è indiano e si è fissato con l’orfanotrofio di Mumbai, di cui sua madre è una socia benefattrice…
Romanzo d'esordio di Shilpi Somaya Gowda, La figlia segreta racconta una storia che dalla prima metà degli anni '80 arriva ai nostri giorni, lungo i primi venticinque anni di vita di Usha, come l'ha chiamata sua madre, o Asha, come la chiamano i suoi genitori adottivi: Alba per la madre che l'ha fatta nascere, Speranza per la madre che le ha salvato la vita. Una storia che apre gli occhi sul dramma dell'infanticidio femminile, tuttora praticato, oltre che in India, nelle zone rurali della Cina e nella Corea del Sud. Una storia al femminile, che parla di maternità, delle discriminazioni che subiscono le donne, delle loro scelte di vita, legate alla cultura, all'età, alla classe sociale a cui appartengono. Una storia fatta delle vicende di due famiglie e dell'intreccio di due culture, quella indiana e quella americana. Non a caso l'autrice vive in California, negli Stati Uniti, è nata e cresciuta a Toronto, in Canada, da genitori  emigrati da Mumbai, in India. L'autrice però, a differenza della protagonista del romanzo, ha sempre mantenuto le sue radici culturali: come lei stessa racconta, la sua famiglia l'ha cresciuta in un ambiente indiano ed è tornata spesso a Mumbay. Pare che stia scrivendo un altro romanzo ambientato tra India e Stati Uniti. E chi ha letto questo suo primo, non può che restare in trepida attesa della nuova uscita.

Leggi l'intervista a Shilpi Somaya Gowda

 

 

 

 
 
 
 
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