La fine del giorno

È una vecchia ossessione che attraversa la letteratura del Novecento da Boris Pasternak a Thomas Mann, da Italo Svevo a Philip Roth, da John M. Coetzee a Martin Amis. La vecchiaia che incombe, il corpo che si deteriora, l’eros che non è più all’altezza del desiderio. E allora chiedi una proroga, un differimento, un aiuto che il più delle volte si traduce nella conquista amorosa di una ragazza più giovane. Ma ora, con la comparsa del viagra e con il vertiginoso aumento delle aspettative di vita, una crescente moltitudine di uomini si impegna senza tregua nella cura del corpo, ritocca l’estetica, frequenta le palestre e adotta un abbigliamento giovanile e spigliato. La montante crescita del fenomeno, accompagnata da numerosi scandali politici a sfondo sessuale, cattura l’attenzione di P. che rilegge gli atteggiamenti perversi degli anziani protagonisti dei romanzi sotto una luce differente e decide di scriverne un libro. Ma nel frattempo alla moglie Silvia viene diagnosticato un tumore inoperabile di alcuni centimetri di diametro nel polmone destro con proliferazioni sul seno sinistro. Un fatto talmente doloroso da imporre una virata non da poco al progetto, ma anche alla propria vita…
Gli effetti prodotti dai primi colpi inferti dall’anagrafe sulla condizione degli uomini moderni e quella di una donna che sa che la corda che la lega alla vita si sta per spezzare, costituiscono a ben vedere due lati di un medesimo dramma. Che la morte giunga improvvisa o consumi a rate un essere umano avviato sul viale del tramonto, in entrambi i casi ci si trova a fare i conti con una tigre che attende pronta a sbranarci. Il nuovo libro di Pierluigi Battista, noto editorialista del “Corriere della Sera”, si anima di fantasmi reali. Non sono quelli che ti visitano mentre dormi o che pattinano sull’inconscio come uno stagno ghiacciato. Sono fantasmi fatti di carne e ossa: personaggi pubblici come Silvio Berlusconi, Dominique Strauss-Kahn, re Juan Carlos, Moshe Katsav, presidente dello Stato di Israele, e altri ancora. Ma anche dalla compagna di vita, malata terminale di cancro, la cui forma di lotta per restare viene posta in un continuo confronto. Ne viene fuori una sorta di diario scritto in terza persona, un libro onesto e mai retorico, nella convinzione che anche il lettore possa sopportare la verità.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER