La fine del mondo e il paese delle meraviglie

La fine del mondo e il paese delle meraviglie
Tokyo, futuro prossimo. Un uomo di trentacinque anni, con un matrimonio fallito alle spalle, lavora per il Sistema ed è l’unico in grado di effettuare lo shuffling, una procedura che riesce a criptare i dati elaborati. A lui si rivolgono un professore che sta effettuando esperimenti segreti sull’isolamento e la manipolazione del suono e sua nipote, una diciassettenne, che non ha mai conosciuto i propri genitori e che non ha mai avuto contatti con il mondo esterno. L’incontro tra i tre sconvolgerà totalmente la vita dell’uomo. Nulla sarà più come prima e lui si ritroverà coinvolto in una guerra tra il Sistema e Semiotici, a dover salvare il professore all’interno di una grotta, un rifugio sotterraneo che l’uomo stesso si è fatto costruire, a constatare l’esistenza degli Invisibili, strani esseri mostruosi che abitano le fogne di Tokyo e ad abbandonare tutte le sue certezze. Parallelamente in un non luogo, lontano dallo spazio-tempo, si erge il Paese delle meraviglie: una città cinta da alte mura da cui nessuno, una volta entrato, può più uscire. Gli abitanti vivono una vita apparentemente serena, priva di emozioni. Ognuno compie il suo compito in maniera metodica. Il Lettore dei sogni, appena giunto in città, dovrà separarsi, come tutti, dalla sua ombra e sentire morire la sua capacità di provare dei sentimenti. Intanto gli unicorni pascolano nella città, cambiano il colore del loro manto al cambio di stagione, muoiono con l’arrivo dell’inverno. Le due storie, apparentemente slegate, si intersecano fino a completarsi...
Scritto nel 1985, ma pubblicato in Italia per la prima volta nel 2003, La fine del mondo e il paese delle meraviglie può essere considerato il romanzo più visionario di Haruki Murakami: dal sogno di una città al di la dello spazio e del tempo ai mitici unicorni, passando per una Tokyo spettrale tra il gotico ed il cyberpunk. La narrazione è coinvolgente e permette al lettore, capitolo per capitolo, di restare in bilico tra i due mondi così lontani ma allo stesso tempo così vicini ed inestricabilmente connessi. Nessuno dei protagonisti ha un nome proprio, come se il nome non fosse più importante alla fine del mondo, ma tutto venga connotato dal proprio lavoro: c’è il professore, sua nipote, il Lettore dei sogni, il Guardiano, il Colonnello… E c’è l’incapacità di provare sentimenti, una sorta di oblio del cuore, che accomuna gli abitanti della città: come se vivendo senza cuore si riuscisse a raggiungere la pace, l’atarassia. “Deve portar pazienza. Dopo verrà la salvezza. E allora anche lei non conoscerà più l’angoscia né il dolore. Sparirà tutto. Anche il senso del provvisorio non significherà nulla”. Ma il Lettore dei sogni e la sua ombra non hanno intenzione di vivere senza emozioni e proveranno ad andar via, lontano, a seguire il loro cuore. Ovunque questo li porterà.

 

 

 
 
 
 
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