La fine dell'amore

La fine dell'amore
Per una volta fatevi pure ingannare dal titolo: La fine dell’amore è, di fine dell’amore si tratta. A volte in modo più scoperto, altre volte richiedendo uno sforzo di interpretazione in più. Perché è pur vero che la fine dell’amore può avere molteplici sembianze: può essere un volo giù da una finestra, una gatta che non è quella che credevamo, un serial killer che fatica a tenersi insieme, o qualcuno che perdiamo, come un oggetto e incomprensibilmente, all’interno della nostra casa. Oppure più facilmente - o più banalmente - la fine dell’amore c’entra con tutto quell’elenco di cose che passano, che si usurano, che cambiano e che poi si finisce per non riconoscere, o quantomeno delle quali si fa fatica a ricordare l’originale bellezza, e allora la colpa della fine viene attribuita a quelle cose lì: alle centinaia di bollette pagate, ai bicchieri che da sei sono diventati quattro, al frigo svuotato e riempito troppe volte...
Sarà per merito di uno stile vario, pensato e strutturato appositamente per tredici volte, che tiene costantemente aderenti alla pagina e che stupisce, ad esempio, per la naturale capacità di calarsi in un’ottica maschile e spietata come quella di Paul Maillon, protagonista dell’ultimo, feroce, lungo racconto, ma è decisamente ammirevole questa raccolta di Ilaria Bernardini, di cui ciascun racconto “fa valere la pena”.

Leggi l'intervista a Ilaria Bernardini

 

 

 

 
 
 
 
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