La fine dell'eternità

La fine dell'eternità

Lontano futuro. L’uomo non solo ha imparato a viaggiare nel tempo, ma ha imparato a manipolarlo. Andrew Harlan appartiene alla casta degli Eterni, un’elite di uomini che a partire dal XXVII secolo ha deciso che per salvaguardare la specie umana è necessario eliminare dalla società qualcunque imperfezione: è un cosidetto tecnico, il cui unico compito è quello di intervenire nella Storia per modificare gli eventi. Ed è proprio in uno dei suoi tanti interventi di manipolazione che Harlan scopre come grazie alla sua prossima modifica l’esistenza di Noys Lambert, una giovane donna con la quale ha intrecciato una relazione, verrà completamente cancellata dalla Storia. In breve Harlan comincerà ad indagare per proprio conto sulla natura stessa degli Eterni e del Tempo scoprendo di volta in volta una realtà complessa ed articolata della quale lui, suo malgrado, è il fulcro. Da qui si troverà a dover compiere l’ultima vera modifica alla Storia decidendone quindi le sorti: da una parte cancellare per sempre l’Eternità e qunidi riportare l’uomo alla sua vita imperfetta, dall’altra portare a termine la sua missione e consacrare l’Eternità agli Eterni...

Un romanzo che pone al centro il libero arbitrio. L’uomo infatti dopo le milioni di modifiche operate dagli Eterni, si trova a vivere quella che a lui appare la sua naturale vita, ma che in realtà è il risultato di una serie di calcoli operati da complicatissimi computer, che permettono di volta in volta di escludere tutte quelle imperfezioni o scostamenti che fanno parte della vita “reale”. Ogni tecnico che si rispetti punta ad ottenere il Massimo Risultato Ottenibile con il Minimo Mutamento Necessario, ovvero portare a termine il mutamento nel tempo ottenendo il massimo effetto con il minimo sforzo. Attività nella quale Harlan Andrew eccelle. Ma vi è anche il rovescio della medaglia: non sempre i mutamenti, per quanto precisi ed efficaci, sono senza conseguenze. A volte l’uomo, la singola persona, appare un’inezia sacrificabile se paragonata all’Eternità e quindi il lavoro costante di mutamento ad opera degli Eterni riscrive quotidianamente la Storia dell’umanità creando quella che all’apparenza è una società perfetta. Sarà proprio questa perfezione a condannare il genere umano, a produrre una società sterile, incapace di migliorarsi, incapace di mettersi in discussione. Una società destinata gioco forza ad un’estinzione “felice”.

 


 

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