La fine di Wettermark

La fine di Wettermark
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Ha smesso di fumare, e gli manca. Ha smesso di bere, e gli manca. Ha un debito con la banca di seicento dollari, che non sono proprio una somma irrisoria che uno può sperare di trovare in una vecchia giacca, sotto a una mattonella del pavimento, in mezzo alle pagine di un libro o tra le foglie di un cavolo come un bambino appena nato secondo la storiella che raccontano i genitori ai figli quando sono ancora troppo piccoli per avere le idee chiare sul sesso. Sua moglie dovrebbe andare dal dentista, ma lui non ha il becco di un quattrino e quindi, non potendo pagare il conto, bisogna soprassedere. Ha scoperto una macchia sul proprio volto, e con ogni probabilità è un cancro, però non può permetterselo. L’Associated Press non vuole più saperne di lui, idem il “Times-Picayune”, riesce a raggranellare qualcosa solo attraverso un foglio di quart’ordine. E così un giorno gli viene in mente che forse potrebbe inventarsi qualcosa…

Considerato un maestro del noir, anche se queste definizioni non sono mai meno che riduttive e lasciano sempre il tempo che trovano – andrebbe semmai considerato come un maestro di scrittura in quanto tale, viste le capacità tecniche e narrative – Elliott Chaze (1915-1990), soldato durante la seconda guerra mondiale nativo della Louisiana e trasferitosi in Mississippi, dove è stato giornalista, editorialista e redattore, autore immeritatamente misconosciuto, racconta in questo libro uscito per la prima volta nel 1969, in un periodo storico estremamente significativo dal punto di vista politico, economico, sociale e culturale, e di cui il romanzo, comunque molto attuale, porta distinti segni, la storia di Cliff Wettermark. Lo fa con accenti ironici, disincantati, raffinati, dolenti e solenni che ricordano Soriano, Chandler, Faulkner, Fante, Steinbeck, Cain e Woolrich, e che dipingono vividamente l’intensa parabola di una sconfitta umana totale. Wettermark è infatti un uomo finito, non ha soldi, non sta bene, anche la moglie sta male, la sua carriera ha imboccato un vicolo cieco che si fa di giorno in giorno più angusto, il suo sogno di scrivere un romanzo di successo rischia di rimanere tale, anzi, di assumere i contorni di una vera e propria utopia, segue come cronista per un piccolo quotidiano locale il caso di una rapina in banca e decide di passare dall’altra parte della barricata.



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