La forma minima della felicità

La forma minima della felicità

C’è una ragazza alla finestra, che guarda i semafori lampeggiare ad intermittenza, la luce verde dell'insegna della farmacia, le macchine che sfrecciano, la giovane con i capelli legati che corre. C’è una ragazza dietro la tapparella, che presto verrà tirata giù, che spia Milano. Quella ragazza si chiama Luce e vive nel suo appartamento, tra centro e periferia della città. Non abita, non risiede, ma vive - o meglio, sopravvive - tra le mura scrostate del suo alloggio da sistemare, guardando il canale 32, quello delle televendite, ed ordinando la spesa a domicilio. Luce pensa. Pensa che deve affittare l’appartamento 51, ora che non ha più un lavoro e servono soldi, pensa che l'anello n.15 è davvero bello, e non costa molto. Ma andare ad appendere un cartello con scritto “Affittasi” e telefonare ad un call center di un canale televisivo può essere molto faticoso. Terrorizzante. Una soluzione, tuttavia, le viene offerta dalla madre, la quale la informa che Yuri, fratello di Luce, ha litigato con la compagna e avrebbe bisogno di una sistemazione...

Romanzo breve sul male di vivere, sulla paura, sull’ansia sociale. Attuale, contemporaneo, con una scrittura veloce, a tratti davvero divertente. Il momento descrive la presa di coscienza della propria situazione e come anche solo questa serva a far entrare spiragli di speranza e di vita, alla quale bisogna, ci si deve aggrappare. La trama è esile, come l’equilibrio a cui tutti aspiriamo, ma va bene così. Dialoghi ridotti all’osso, sferzanti, perfino poco reali, a volte, ed un finale invece concreto, senza tanti fronzoli, onesto. Se avete paura di salire su un treno, se evitate tutte le situazioni in cui “c’è troppa gente”, se ai ristoranti e nei locali tenete sempre d’occhio uscite e vie di fughe. Se ai ristoranti e nei locali non ci andate proprio più: questo è un bel libro per voi. Passerete un paio d’ore con qualcuno che sa cosa provate, che conta i passi che mancano per tornare a casa e vi sentirete meno soli. E se anche non vi fa sentire meglio, avrete occupato in modo migliore del tempo, invece di guardare un canale di televendite.




 

 

 
 
 
 

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