La giostra degli scambi

La giostra degli scambi

Biii! Chi camurrìa! Ma chi sarà questo strano “maturo” rapitore che ferma con una scusa le ragazze - tutte trentenni, tutte impiegate di banca –mentre attraversano la città in auto, le narcotizza e le porta in campagna? Un paio d’ore dopo, le donne, che non hanno subito né rapina né violenze di alcun tipo, si svegliano e tornano confuse e turbate in qualche modo a casa. Ma quando succede per la terza volta, il commissario Montalbano comincia a preoccuparsi sul serio: la terza ragazza, rapita con le identiche modalità, si sveglia in aperta campagna completamente nuda e sanguinante a causa di una trentina di tagli superficiali. Secondo Montalbano il rapitore ha varcato il limite, soprattutto quello delle sue stesse paure; cosa farà la prossima volta? E cosa c’entra questa strana storia di rapimenti – lampo con la stranissima sparizione di Marcello Di Carlo e con l’incendio del suo esercizio commerciale? Non ha tutti i torti, Montalbano, quando pensa che dev’essere cominciato tutto quando gli è venuto il dubbio se quella notte, tra le due mosche, ha ammazzato “alla ‘nnucenti o alla colpevoli”…

D’accordo, Salvo Montalbano è inevitabilmente invecchiato, ma stavolta è tornato in splendida forma con una vicenda brillante e divertente che ci riporta ai tempi d’oro delle sue storie. Ritmo, intreccio, dialoghi fulminanti, battute continue: tutto pare funzionare benissimo. Niente è come appare in questa indagine del commissario di Vigata, proprio come deve essere in un buon giallo o un efficace noir, e non soltanto perché protagonista assoluto è lo scambio, l’inganno delle prime certezze. Benché al lettore più smaliziato la probabile soluzione non sfuggirà fin da subito, pure fino alla fine una giostra di fraintendimenti e nuove ipotesi lo conduce attraverso un’onda di tradimenti e passioni violente di odio e amore. È una vera gioia ritrovare il miglior Montalbano, sempre sorretto dai soliti deliziosi comprimari, finalmente liberato da quei legacci superflui che avevano appesantito le sue ultime storie. Vai Camilleri, facci divertire ancora così!



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