La giostra delle anime

Le piccole gemelle Anna ed Eva non hanno più nessuno al mondo. La loro nascita, avvenuta alle pendici del Vulture, è infatti stata un avvenimento tanto potente da far risvegliare il vulcano e da far sgorgare latte materno dal suolo, ma anche tanto violento da uccidere la donna che le portava in grembo. Dopo la morte di tutti i parenti rimasti, le due sorelle vengono accolte da villa Nivelli, una struttura gestita da religiosi attraverso i finanziamenti elargiti da una famiglia dell’alta borghesia del materano. Eva, silenziosa e di carattere dolce, prende presto coscienza delle proprie capacità straordinarie, che la rendono in grado di leggere nell’anima delle persone. Ma all’ennesimo abuso da parte di don Sandro, che causa il suicidio di uno dei piccoli ospiti dell’orfanotrofio, anche i poteri distruttivi di Anna, scaturiti dalla rabbia e dal dolore, si palesano drammaticamente, causando un incendio che ucciderà tutti i presenti nell’istituto. Convinta di aver perso anche Eva, Anna passa il resto dell’adolescenza nella residenza dei Nivelli, dove viene presto costretta a partecipare a torbidi riti esoterici a cui è dedita la famiglia adottiva. Obbligata a consumare rapporti sessuali con alcuni membri dalla cerchia degli affidatari, la giovane donna resta incinta ma, ormai alla fine della gestazione, decide di fuggire in circostanze che la porteranno a incontrare nuovamente Eva, sopravvissuta all’incendio di cui ancora porta le indelebili cicatrici. Tuttavia, la profonda diversità tra le due gemelle, simili nel solo aspetto fisico (soprattutto per i capelli rosso fuoco), porta le loro strade a separarsi ancora una volta. A parto avvenuto, Anna, perseguitata dalle anime inquiete delle piccole vittime dell’istituto, abbandona la figlia Adele ad Eva, che la crescerà fingendosi sua madre. La maledizione dei morti di villa Nivelli continuerà a tormentare le vite di Eva e Anna, fino ad arrivare alla resa dei conti nel 2018; ma sarà Angelica, figlia di Adele, a doversi confrontare definitivamente con i fantasmi di un passato di cui è sempre stata all’oscuro…

Francesca Barra e Claudio Santamaria firmano a quattro mani un romanzo. La Barra è già narratrice esperta, oltre che giornalista, ma è il primo lavoro letterario per l’attore romano di Paz e Lo chiamavano Jeeg robot. I due autori, coppia anche nella vita, confezionano una storia affascinante, che si sviluppa attraverso le vicende di tre generazioni. Nonostante i tanti temi affrontati, dalla componente fantastica ai riferimenti al bullismo, agli abusi e alla fragilità della condizione umana, la narrazione resta sempre perfettamente equilibrata, accompagnando il lettore in un viaggio lungo sessant’anni che, grazie a uno stile di scrittura asciutto e scorrevole, non risente minimamente della compressione della storyline in poco meno di trecento pagine. Nella splendida cornice dei Sassi di Matera, Claudio Santamaria e Francesca Barra catturano eccellentemente tutti gli aspetti che rendono il sud Italia un posto a tratti misterioso, in bilico tra religione e superstizione, che fanno della Basilicata un palcoscenico per il loro libro non meno credibile del Maine di Stephen King. Ma La giostra delle anime, oltre che un romanzo principalmente caratterizzato dalla componente sovrannaturale, è anche il racconto spesso ruvido delle conseguenze di esistenze difficili, che possono portare alla ricerca e al perseguimento del bene come alla distruzione e all’alienazione. Un’ottima opera prima per un duo che speriamo possa presto produrre altri progetti di genere altrettanto validi e che potrebbero, senza difficoltà, trovare trasposizioni cinematografiche o televisive.



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