La grande combustione

La grande combustione
Il nonno si sveglia, ciabatta in cucina e non c’è ancora nessuno. Apre il frigorifero, deciso a preparasi una tazza di caffellatte, riempie la macchinetta, va per versare il latte ma si accorge che il cartone è vuoto. Dove buttare il tetrapak? Nella plastica no, forse nell’indifferenziato? Contiene anche allumino? Stanco, l’anziano si siede sulla sedia con il capo tra le mani. Così lo trova il nipotino che preoccupato gli chiede cosa stia succedendo. Il nonno spiega il suo dilemma e il bambino gli dice di non preoccuparsi, prenderà il manuale che il comune ha fornito ad ogni nucleo familiare: ”Guida per la raccolta differenziata”. Un libro enorme, di difficile comprensione, un volume studiato apposta per confondere le menti del volgo.  Ben presto diventerà un problema di famiglia in cui tutti i componenti si scervellano per trovare uniti una degna soluzione…
L’autore partenopeo, alla sua prima pubblicazione, con tono scanzonato svela in realtà ciò che sta succedendo da anni in tutta la Campania. All’improvviso si decide che la raccolta differenziata in ogni casa è l’unico modo per combattere l’inquinamento nel “triangolo della morte” (Acerra- Pomigliano D’arco – Nola, profonda provincia napoletana con il più alto caso di tumori registrato in Italia). Buste gialle, blu, grigie, arcobaleno, zebrate, leopardate ecc. vengono date così in consegna alla popolazione che contenta per l’evoluzione e il progresso ringrazia i propri politicanti. Senza una dovuta campagna di sensibilizzazione il vero problema si presenta al momento cruciale: dove butto la monnezza? Polistirolo, lettiera del gatto, tetrapak e chi più ne ha più ne metta, rifiuti del futuro insomma. Ma come smistarli? Costituiti da vari componenti organici e non, i rifiuti non hanno una semplice separazione  e persone anziane non abituate a stare al passo con il progresso spesso trovano difficoltà nel suddividere l’immondizia nei variegati sacchetti. Leggendo il testo di questa commedia mi sono trovato catapultato in una ambientazione  assai vicina alla realtà. La grande combustione non vuole solo evidenziare una problematica che affligge la Campania da anni, ma è anche un’ode ai valori familiari. Aliperti Bigliardo ha la bravura di creare dei personaggi che sembrano reali. I dialoghi frizzanti rafforzati anche da alcuni termini in napoletano  avvolgono il lettore in una piccola e calda realtà in cui c’è ancora un bambino che ascolta un anziano, in cui tutti insieme seduti ad un tavolo possiamo davvero affrontare un problema (in questo caso è una decisione sciocca, ma bisogna guardare oltre), e mi ritornano quindi alla mente le parole degli antichi: vis unita fortior . 

 

 

 

 
 
 
 
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