La guerra civile ateniese

La guerra civile ateniese
Nell’estate del 405 a.C. gli abitanti di Atene, posti sotto assedio dalla flotta di Lisandro, vivono giorni drammatici in preda alla carestia e al timore di finire schiacciati dalla feroce reazione delle città greche un tempo assoggettate e ora sostenute dal revanscismo spartano. L’assemblea popolare decide di inviare a Sparta Teramene come ambasciatore plenipotenziario per tentare di negoziare condizioni di resa onorevoli, rispetto alla resa incondizionata e all’abbattimento di una larga parte delle mura richieste dagli assedianti. Questi, tuttavia, si trattiene per tre mesi presso Lisandro in attesa che la situazione si aggravi ulteriormente e si accorda con il nemico affinché ad Atene venga esautorata la democrazia e consegnato il potere a un governo filo-spartano retto da un consiglio di trenta oligarchici, tra cui lo stesso Teramene e Crizia. L’avvento del regime autoritario dei Trenta Tiranni segna uno dei periodi storici più dolorosi per la città greca, che per un anno si trasforma nel più cruento teatro di guerra civile che la storia antica abbia mai conosciuto. A tal punto che nella memoria degli Ateniesi sarà per sempre ricordato come l’anno del non governo. Dodici mesi di cruenti massacri e lotte intestine, al quale decidono di porre fine i numerosi fuoriusciti democratici rientrando in città con un esercito guidato da Trasibulo…
In un periodo dominato da uno sconvolgimento politico che segna di fatto la cesura tra un sistema di potere che appare in decomposizione e un altro che ancora stenta a nascere, la lettura di questo bellissimo libro di Luciano Canfora – storico e autore di innumerevoli pubblicazioni dedicate alla civiltà del mondo classico - costituisce anche una utile opportunità per riconsiderare il presente e per trovare una direzione da prendere, spostando l’obiettivo su un fenomeno che ha esercitato una notevole influenza sulla nostra percezione della storia antica. Mettendo a confronto le Elleniche di Senofonte con le ricostruzioni del periodo redatte da altri autori, Luciano Canfora cerca di separare i fatti dalle opinioni e di favorire una lettura che ci consenta di addentrarci tra i fatti con la curiosità di chi li vuol conoscere per la prima volta. Perché il lettore che egli ha in mente siamo noi uomini del terzo millennio, a cui lo storico si rivolge senza dare per scontata nessuna familiarità con un argomento da cui non è difficile trarre un raffronto con il nostro tempo. I Greci avevano già capito molto della vita e della politica: dimenticare la loro lezione sarebbe davvero un peccato.

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