La guerra di Romain Gary

La guerra di Romain Gary
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Nina, la madre dello scrittore Romain Gary, si trova a Vilna, l’attuale Vilnius, in Lituania. È il 26 gennaio 1925 e la donna sta vivendo un momento di profonda tristezza. Vorrebbe lasciarsi andare, abbandonare la vita scavalcando la ringhiera del balcone perché si ritrova senza denaro, con un bambino da mantenere e l’ufficiale giudiziario alle costole. Quest’ultimo difatti ha già portato via il divano rosa che ornava una parete, la consolle Luigi XV, le poltrone, l’armadio e il grande tappeto mentre ha giudicato invendibili il tavolo, le sedie e la credenza. Ma con il vocio dei bambini in cortile Nina si distrae e ritorna alla realtà, mentre Romain fa appena in tempo ad entrare in casa e baciarla strofinando la propria guancia contro quella di lei come a voler indovinare le ragioni dell’umore tetro della donna. Poi ad un certo punto il bambino comunica alla madre che gli amici lo hanno preso in giro dicendo che ha il naso a “becco”. E Nina lo rincuora rassicurandolo nel senso che tutti nel ghetto hanno il naso diverso dagli altri. C’è Marek, l’idiota, che ha il naso adunco, Sasa che ha il naso greco, Yossik il robivecchi che ha il naso minuscolo, Pinhas, il venditore di aringhe, che ha il naso lungo fino a terra. Tu devi essere fiero della tua protuberanza, afferma la madre, devi sventolare il tuo naso come ha fatto Cyrano de Bergerac, come una bandiera. Un gran naso è segno di grande fierezza, e comunque – aggiunge – non è vero che hai il naso a becco – dunque smettila di seccare, ora ti mostro a chi somigli…

Lo scrittore francese Laurent Seksik scava nell’infanzia del leggendario scrittore di origini russe – giunto esule in Francia e successivamente, il 5 luglio 1935, naturalizzato francese – Romain Gary, alla nascita Romain Kacew. Arrivato in Costa azzurra all’età di tredici anni assieme alla madre per seguire un sogno di libertà e di emancipazione dalla miseria e dalle persecuzioni antisemite in corso nei territori appartenenti all’impero sovietico già nei primi anni del secolo. Mediante un espediente letterario e immergendo il lettore all’interno dell’ambiente domestico, colto nel momento di massima difficoltà per la madre dello scrittore nella cittadina di Vilna, definita la Gerusalemme del Nord, lo scrittore cerca di descrivere il rapporto col padre. Se difatti il legame fortissimo tra la madre e il figlio è stato espresso magistralmente da Romain Gary stesso nel famoso La promessa dell’alba, sono sempre mancati i dati relativi all’altro genitore dello scrittore. Seksik così recupera la figura paterna tracciando, sia pure superficialmente, le ragioni del conflitto tra Arieh Leib Kacew, pellicciaio di origini russe, e Mina Owczyńska, madre del geniale Romain. È proprio nell’anno in cui l’autore intraprende il racconto, il 1925, nella dimensione reale, che Arieh Kacew abbandona Romain e Nina per andare a vivere con un’altra donna: Frida Bojarska, la madre di due bambini, fratellastri di Romain: Walentyna (1925) e Pawel (1926). Mentre i membri della famiglia Kecew morirono durante le persecuzioni naziste, Romain e Nina sopravvissero e Romain, dal 1956 al 1960, divenne addirittura console generale di Francia a Los Angeles.



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