La legione maledetta – Il generale dei dannati

La legione maledetta – Il generale dei dannati

Pannonia Inferiore, fortezza legionaria di Aquincum, 92 dopo Cristo. Il tribuno Marco Cornelio Rubro ha un incubo ricorrente: è nudo e corre sulla neve che si macchia del suo sangue, inseguito da alcuni animali feroci. Sta sognando la stessa inquietante scena di sempre quando il suo giovane schiavo ispanico Marcellus lo sveglia di soprassalto. Il castrum è già in fermento e i soldati alle dirette dipendenze del tribuno sono già uscite in perlustrazione. Rubro è un comandante indolente e inetto che non accompagna mai le sue truppe in battaglia e che si è guadagnato il suo ruolo di prestigio solamente per essere il figlio di un ricco senatore di Roma. Il disprezzo del generale Lucio Rufo nei suoi confronti è manifesto a tutti. La sua prima missione al comando si rivela un disastro dato che l’intera terza coorte della quinta legione cade tra le grinfie dei nemici. La sua occasione di riscatto gli viene offerta dopo nove anni, nel 101 dopo Cristo. Un importante avamposto commerciale dell’Impero dalle parti dei monti Oraste, in Dacia, da un po’ di tempo non dà più segni di vita. Non c’è risposta alle missive da parte dei governanti, le tasse hanno cessato di entrare nelle casse dello Stato e chiunque venga inviato a indagare sparisce nel nulla. Tocca proprio a Marco Cornelio, assieme a un manipolo di reietti, spingersi fino alle Porte di Ferro e scoprire che cosa è accaduto. Ad aspettarlo c’è Emone e il suo esercito di barbari…

Non a torto, Roberto Genovesi è stato definito dalla critica “il maestro italiano del fantasy storico”. È un giornalista professionista che ha collaborato tra gli altri con “l’Espresso” e “Panorama” nonché sceneggiatore e autore televisivo. Ha pubblicato Inferi On Net e L’angelo di Mauthausen e numerosi romanzi storici tra cui La legione occulta dell’impero romano, Il comandante della legione occulta e Il ritorno della legione occulta. Questo romanzo apre la saga della legione dei dannati, una sorta di “sporca dozzina” dell’antica Roma, e rompe i canoni del romanzo storico classico innervandolo di moltissimi elementi fantasy e persino horror. Le atmosfere sono quelle di Bradley e Turtledove. Sembra quasi di leggere una graphic novel, data l’immediatezza del linguaggio e la plasticità di alcune scene descritte e l’esperienza anche di cartoonist dell’autore giova all’insieme. La vera forza del romanzo sta nel grande carisma dei vari personaggi, veri e propri avanzi di galera, su cui spicca su tutti la prostituta Dafnia. Peccato solo per un finale sospeso, preludio certo di un sequel imminente.



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