La lettera scarlatta

La lettera scarlatta
XVII secolo. Un gruppo di uomini e di donne, coloni del Nuovo mondo, attendono davanti la pesante porta della prigione di Cornhill. Gli uomini sono vestiti di scuro e le donne hanno il temperamento rude di chi ancora non si è fatto addolcire dalla Nuova Inghilterra. Tutti attendono e finalmente Hester Prynne, oggetto di scandalo per la buona gente puritana di Boston, si affaccia dalla porta, sola e dignitosa si fa largo tra la folla, tenendo tra le braccia la piccola Pearl, concepita da adultera. Hester Prynne potrebbe salvarsi, almeno in parte, dal pubblico sdegno se dal palco della gogna si decidesse a rivelare il nome del padre della figlia. Ma Hester Prynne non parlerà quel giorno e non parlerà mai, nonostante le insistenze del mite reverendo Dimmesdale e la fredda curiosità di Roger Chillingworth, nuovo medico della comunità. Hester Prynne accetta di vivere ai margini della società e porta sul suo petto la lettera scarlatta, riccamente ricamata, perché “Questa lettera è impressa troppo profondamente, perché voi possiate mai cancellarla”…
La lettera scarlatta uscì in 2500 copie nel marzo del 1850: subito esaurito, fu ristampato e già un mese dopo erano esaurite altre 2500 copie. Fu un vero successo editoriale, in senso moderno, e non è difficile capire il perché. Questo è infatti un romanzo scritto in maniera magistrale, che si apre con una scena potente - la dignità di fronte al patibolo - e prosegue costruendo la tensione sul triangolo tra Hester, Roger e Dimmesdale, detentori, ognuno di loro, di un segreto che mette alla prova la loro anima. Hester è l’unica che perde la propria rispettabilità davanti la comunità puritana eppure è anche l’unica che non rinuncia alla propria coscienza, portando la lettera A come un segno di dignità. Hawthorne denuncia così, riconoscendo la superiorità morale di Hester, le ipocrisie della società americana del ‘600 (non tanto diversa da quella a lui contemporanea). La lettera scarlatta parla della colpa e della redenzione, dei tabù e delle restrizioni sociali, temi ricorrenti nella produzione dello scrittore, segnato per tutta la vita dalla consapevolezza di essere il discendente di uno dei giudici dei processi alle streghe di Salem. Hawthorne ha una grande capacità di indagine psicologia e La lettera scarlatta è un romanzo ricco di sfumature, che ancora oggi non ha perso nulla della sua modernità. Tre panini non bastano, e chi non l’ha letto deve subito correre in libreria.

 

 

 

 
 
 
 
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