La libraia di Orvieto - L’ultima eredità

La libraia di Orvieto - L’ultima eredità
È autunno inoltrato. Da giorni Orvieto è spazzata da un vento gelido e persistente. Il flusso dei turisti si è arrestato e la città rattrappisce in uno stato di immobilità solo apparente. Alfredo, impenitente bestemmiatore, dopo aver rischiato di morire carbonizzato nell’incendio del suo bar, sembra essere stato colto da un’improvvisa crisi mistica. Eugenio spolvera i souvenir e dispensa sproloqui. Il professor Sergio Paolini vorrebbe dedicarsi alla manutenzione dei suoi preziosi tomi d’antiquariato, ma è distratto dal richiamo seducente di Cosetta Curci-Viali che ritorna dopo molti anni per esibirsi al Teatro Mancinelli. La presenza del’acclamata cantante lirica desta la gelosia di Giorgina e attiva le sue doti paranormali. Matilde ripone sugli scaffali della libreria i nuovi volumi appena arrivati. Le fa compagnia, oltre agli inseparabili Doris e Lessing, la vivace esuberanza di Cecio, il giovane figlio della perpetua. Nella bottega di fronte, nascosto dalla saracinesca sollevata di appena pochi centimetri, uno sconosciuto trascorre le giornate producendo rumori infernali che sono forse dovuti a opere di ristrutturazione. Intanto il custode del cimitero ha notato una serie di buche scavate in prossimità di alcune tombe e ha avvertito la locale stazione dei carabinieri. Sul posto si precipita anche Michele, inviato de “L’eco di Orvieto”. Ma per compiere la sua inchiesta ha bisogno della collaborazione di Matilde… 
Valentina Pattavina è una di quelle persone geniali e tuttofare: si è cimentata a lungo nell’attività teatrale, scrive monografie dedicate a celebri attori del cinema italiano, è autrice insieme con Vincenzo Mollica della fortunata serie “Parole e canzoni” che la Einaudi dedica ai cantautori e svolge la professione di editor. Sa, dunque, usare la penna e non inciampa alla prova del secondo romanzo, dopo il largo successo di vendite conseguito con La libraia di Orvieto. Anzi in questo nuovo testo che ne costituisce il seguito, sembra imprimere un’ulteriore accelerazione alla sua scrittura umoristica e grottesca, dardo voce a una coralità di personaggi dal tratto ironico e divertente. Il libro si lascia apprezzare per l’immediatezza di uno stile fluido e scorrevole, eppure non privo di richiami storici e letterari, per lo straordinario vigore affabulatorio e visivo. Seguendo un modo non convenzionale di intendere il romanzo di investigazione, Valentina Pattavina punta forte sulla figura della libraia e sul ricco mosaico dei personaggi che le fanno da contorno, privilegiando il tono della commedia rispetto all’enfasi del crescendo poliziesco. Ci si diverte e ci si appassiona. 

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER