La lingua restaurata e una polemica

Hyde Park Corner, lungi dall’essere hyde, si presenta per Valerio Magrelli come “l’’unico sito di Londra dotato di sufficiente riconoscibilità topografica”. Vicino, Belgravia accoglie il lusso sfrenato di sceicchi e petrolieri russi. Vezzi automobilistici ma anche l’Istituto Italiano di Cultura con le sue conferenze. Lusso anche a Pimlico, ma “decoroso, discreto” in questa piccola Parigi dove Magrelli gira alla ricerca di librerie francesi. I club, poi, come quello di Chelsea, soffitti altissimi e molta aristocrazia. E gli italiani? Eccoli a Oxford Street e a Piccadilly circus: gli Eytis, Eyties, Greaser e Ginzos, Greaseballs e Dagos, e tutti i nomignoli che gli italiani, nel tempo, si sono portati addosso. Magrelli intercetta ingegneri e altri specializzati in divisa da cameriere, i nuovi immigrati scacciati dalla cleptocrazia e la gerontocrazia del Belpaese. Spunto per un dialogo-invettiva tra il Tenerissimo e Machiavelli, sulle sorti dei giovani ‘senza lavoro’. Dal dialogo, poi, agli otto sonetti per un restauro: un quadro del Settecento nel quale appare la figura di Virgilio, scoperta sotto trecento anni di sporcizia dalla sorella di Magrelli…

Piccolo testo di testi, questo La lingua restaurata e una polemica insegue una nuova veste da libro-ornitorinco (definizione di una precedente raccolta di poesie magrelliana a opera di Carlo Boccadoro) come “nuova tappa verso l’ibridazione e la più ampia libertà espressiva”. I brevi appunti londinesi si legano all’amaro e un po’ stanco dialogo/dibattito, con Machiavelli a sferzare le magagne italiote e il Tenerissimo – l’autore - a sopportarne l’invettiva (dialogo già apparso nel pamphlet del 2011 Il Sessantotto realizzato da Mediaset). Di qui, il passaggio al tentativo di mettere in versi bilingui “la storia sentimentale di un restauro” (titolo peraltro dell’edizione inglese che raccoglieva i sonetti), e che tramite l’ultimo sonetto di Adam Elgar, il traduttore inglese di Magrelli, accosta restauro e traduzione in una prospettiva organica: si può così strutturare l’immagine tradotta, dalle vie di Londra al Virgilio nascosto, finanche alla copertina di Emilio Isgrò, partecipe in certo modo dello stesso gioco di richiami.



 

 

 

 
 
 
 

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