La lista delle cose che non dimenticherò mai

La lista delle cose che non dimenticherò mai
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Ci pensa continuamente la piccola Joan: forse sbattendo violentemente la testa da qualche parte potrebbe inceppare quel meccanismo perfetto che è il suo cervello! Non dimentica niente, nemmeno le virgole, al punto che è in grado di conteggiare le volte che la mamma ha detto “Non sbaglia un colpo” negli ultimi sei mesi (per la cronaca, lo ha fatto per ventisette volte), o di ricordare ogni data in cui è capitato qualcosa, importante o sciocco che sia, come l’avvistamento di un piccolo uccellino rosso. Doveva chiamarsi Lennon, perché suo padre ama John alla follia, ma la sua mamma si è opposta e allora ce l’ha solo come secondo nome: Joan Lennon Sully. Anche la sua missione nel mondo è un po’ come quella di John Lennon: vuole lasciare un segno, farsi ricordare, essere importante, non essere mai dimenticata. Eppure quel giorno, ultimo di lezione da Young Performers, il suo papà si è dimenticato di lei, che ora se ne sta lì con Miss Caroline, la sua insegnante, che non può lasciarla sola e comincia a telefonare a tutta la famiglia, in attesa di prendere decisioni. Finché il papà arriva, con il grosso furgone bianco del nonno che ha sulla fiancata la scritta “Sully & Sons”. C’è stato un incidente in autostrada e pur se Joan non capisce cosa ci facesse il papà in autostrada, invece di stare nel suo studio, a casa, non fa domande e sale davanti, aspettando che suo padre le allacci la cintura di sicurezza. “Come mi chiamo?”, domanda ancora un po’ allarmata dal pensiero che si possano dimenticare di lei e replica alla risposta esatta: “Certo, oggi lo sai, ma domani chissà”...

La perdita di qualcuno che ami è senza dubbio un dolore immenso che sappiamo gestire con difficoltà e soprattutto ognuno a modo suo. Di certo spesso non ti permette di ragionare e non si sa se crogiolarsi nei tanti ricordi o cercare di dimenticare tutto e subito. È questo peso che affronta l’attore Gavin Winters, che ha perso il suo compagno e si trova a confrontarsi con una realtà difficile da gestire e superare, con mille perché e il peso di una colpa per tutto quello che non è riuscito a dare al suo compagno. Finché non conosce la piccola Joan, figlia di amici, con la sua capacità di ricordare fino ai più piccoli dettagli. C’è molto di condivisibile in questa storia, molto di già provato, sono le esperienze della vita dalle quali nessuno è esente. Succedono e vanno affrontate. Semmai è unico il rapporto con la bambina, perché non capita tutti i giorni di incontrare qualcuno con la stessa memoria di Joan e con una maturità tale da essere in grado, a modo suo, di aiutare un adulto. Anche se pure da questo punto di vista, osservandoli bene, i bambini hanno sempre molto da insegnarci in semplicità e leggerezza, nella loro capacità di recuperare, di lottare, di perseguire caparbiamente un obiettivo. Dolcissimo il tentativo di non chiudere lo studio di registrazione, che condivide con suo padre, che la porta là dove non voleva proprio andare. Ennesima dimostrazione delle capacità dei bambini di mettersi a disposizione, senza egoismo, pur di far felici coloro che amano. Insomma c’è molto su cui riflettere, molto su cui sorridere, molto su cui confrontarsi, in una tenerezza trasversale che, senza voli pindarici, ma basandosi sulla vita di tutti i giorni, ci ricorda come il tempo passi inesorabile e come certe volte si farebbe meglio a non rinviare tutto a domani.



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