La luna e i falò

La luna e i falò
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Immediatamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Anguilla - orfano di entrambi i genitori - torna nella natìa valle delle Langhe, dopo aver lavorato per vent’anni e fatto fortuna in America. Nei luoghi della sua giovinezza ritrova un paesaggio naturale immutato, nel quale si muovono molte delle persone che hanno segnato la sua gioventù. In particolare Nuto, amico antifascista e maestro di vita e il giovane orfano Cinto, che soffre di una malformazione alla gamba e abita proprio nella stessa casa della Gaminella nella campagna “La Mora”, dove il protagonista è cresciuto e ha iniziato a lavorare la terra a soli tredici anni. Il viaggio di ritorno non è solo un tentativo di rifarsi una vita, ma dà modo al protagonista di ricordare le vicissitudini della guerra appena terminata, che scuote ancora gli animi e la terra ligure. Un continuo andirivieni tra passato e presente, tra i ricordi di gioventù, i primi amori per la padroncina Silvia, le prime paure e delusioni e la Storia che pesa come un macigno per i poveri contadini, ancorati a un mondo pastorale, ancorato alle tradizioni e incapace di recepire il moderno che avanza inesorabilmente...

Pubblicato quattro mesi prima del suicidio dell’autore, questo romanzo riassume i temi cari alla poetica pavesiana quali l’immutabilità della natura, la storia che affonda le sue radici nel mito, l’amore per le colline fra Torino e il mare, un’infinita malinconia e l’irrisolto conflitto dell’intellettuale/esule tra impegno e disimpegno. Il romanzo, che ha ispirato tra l’altro la seconda parte del film del 1979 di Straub e Huillet "Dalla nube alla Resistenza", è uno dei più riusciti dello scrittore di Santo Stefano Belbo, perché passa continuamente dal tempo narrativo dell’infanzia al tempo della maturità, in una continua ricerca di sè ancorata all’autenticità della tradizione, ma già con il desiderio di essere altro. Più che un libro, un breviario di eccezionale letteratura italiana, decorata con uno stile maturo, pieno di energia e rispetto per le tradizioni contadine (alle quali il titolo allude). A 60 anni dalla sua uscita, sembra provenire da un mondo fantascientifico, ormai perduto, quando il tempo era scandito dalle fasi della luna e non dalle suonerie dei cellulari.



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