La mancanza

La mancanza
Una notizia che cambia la vita. La morte inaspettata della sorella (tuttavia quasi una sconosciuta), costringe Pablo - affermato psichiatra - a tuffarsi nel suo passato, nella storia familiare, nell’analisi degli affetti per comprendere che cosa possa avere spinto una giovane donna, scrittrice non molto famosa ma apprezzata dalla critica, a suicidarsi. Pare questa infatti la motivazione della morte di Sara, seppure Pablo la guardi con molto sospetto. Deciso a restare solo, l’uomo si rifugia nella casa di famiglia al mare alla quale lo legano tanti ricordi di estati spensierate di gioventù, dove si immerge nella lettura dei diari della sorella inviatigli dalla moglie Amalia, dalla quale è ormai separato da anni. La scoperta di una doppia vita della donna, la consapevolezza – nonostante la sua professione - di non avere mai capito né intuito i profondi tormenti che angosciavano l’animo e la mente della sorella, il rifiuto di conoscerne le vere ragioni della morte, l’incontro con Sarasur (nomignolo dato da Pablo a Sara, la figlia della governante che aveva conosciuto bambina e che le rammentava la sorella), il profondo desiderio di lei, gettano Pablo nel più cupo sconforto. Sette giorni di devastazione psichica ed emotiva e di incombenti silenzi scesi sulla sua anima, obbligheranno l’uomo alla presa di coscienza di tanti errori….
Di chiara impronta psicologica, il romanzo di Paula Izquierdo affronta il tema del dolore, del rapporto con l’altro sesso e della morte attraverso gli occhi di Pablo, personaggio parallelo a quello della sorella (e probabile alter ego dell’autrice che ha alle spalle una Laurea in Psicologia). Sono tre donne - l’ex-moglie Amalia, la sorella Sara e Sarasur - a mettere Pablo di fronte a un confronto con se stesso come se si trovasse davanti ad uno specchio nel quale vede riflessa una immagine ben lontana da quella che immaginava di sé. Un professionista capace, in grado di analizzare coscienziosamente casi clinici, di sondare la mente e di prendere in mano la vita di tanti pazienti, eppure cieco, fallimentare con i suoi affetti più intimi, inconsapevole dei disagi che lo toccavano così da vicino: una mancanza difficile da perdonarsi. Ma quello di Pablo è anche il volto di un uomo incapace di vivere legami convenzionali (un matrimonio finito alle spalle, due figli piccoli visti di rado, un padre ricoverato dopo la morte della madre in una casa di riposo nella quale metteva piede una volta ogni tanto), in fondo perso in un mondo (reale) di cui non ha saputo tenere le redini. Alla coscienza emerge l’oblio dell’assenza – la più grave mancanza – all’interno della famiglia di origine, inaspettatamente sconosciuta negli aspetti più veri e tangibili (la madre che odiava Sara probabilmente concepita al di fuori del matrimonio, una sorella dai fragili equilibri, l’estraneità del padre a malapena nominato in tutto il romanzo) e dalla famiglia che si era costruito ma con la quale non condivide ormai più nulla. Assenza aggravata dal contrastato rapporto tra Pablo e tutte le donne del romanzo che materializzano le sue lacune, le sue fragilità, i suoi errori. Perfino con Sarasur, l’unica che in qualche modo riesce ad avvicinarlo e scalfire la sua scorza, il faccia a faccia si snoda in una dualità di sentimento: un gioco di gratitudine per la dedizione e le cure nel periodo del suo isolamento dal mondo e di passione per le sensazioni aveva saputo risvegliare in lui, di protezione che gli sembra di riversare (troppo tardi ormai sulla sorella) e di possesso sensuale. Non è un caso che i diari di Sara dai quali Pablo è attratto, ossessionato, catalizzato (nel romanzo si frammezzano pagine degli scritti e considerazioni del protagonista) gli vengano fatti recapitare da Amalia i cui rapporti sono esacerbati da odio astioso. È il primo passo che conduce Pablo, a briglia sciolta, al dolore. Dolore di parole, dentro a pagine crude, arrabbiate, incattivite dal destino, piene di passioni violente che oscillano fra baratri di assenza, di plausibili indizi di un disagio e libere fantasie. Pablo scava, sonda, quasi si trastulla nel suo dolore fino a domandarsi, nell’illusorietà della realtà (o della sua incredulità), se le pagine struggenti di quel diario siano veraci racconti della vita più intima della sorella o bozze di situazioni solo lontanamente immaginate per uno dei suoi futuri romanzi. E Pablo si arrovella di fronte ad una morte della quale non vuole conoscere le ragioni (la busta con l’esito dell’autopsia resterà chiusa per un anno intero) e che tuttavia cerca. Fino al momento in cui, come in un anello che si chiude proprio dal punto in cui è partito, di nuovo in quella casa al mare e riappacificatosi attraverso Sarasur con le figure femminili, con la vita (e con la morte), dà senso alla sofferenza, alla perdita, mette fine alla volontà di autoaccusarsi degli errori, del passato, di una esistenza sbagliata. Sono chiusi gli appunti nella memoria e riaperti su di un suo manoscritto: La mancanza. L’ultima. Riscatto finale.

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