La manomissione delle parole

La manomissione delle parole
Il linguaggio è ormai un soggetto gravemente malato, che occorre in qualche modo recuperare. Le parole non valgono più per quello che dovrebbero esprimere, ma sono state piegate a un uso strumentale che di fatto ne ha snaturato la propria funzione. Per questa ragione esse non raccontano più ciò che siamo e pensiamo, non gettano più un ponte stabile ed efficace con le cose con cui entrano in relazione, ma restano dei gusci svuotati che non significano più nulla. Il grande poeta e aforista austriaco Karl Kraus sosteneva che il linguaggio è una prostituta a cui dobbiamo restituire la verginità. Se dunque siamo in presenza di un fenomeno endemico, occorre prendere atto che il problema si è oggi ulteriormente aggravato, per via degli abusi e delle distorsioni perpetrate dagli organi di informazione, della banalizzazione continua del modo di esprimersi, della manipolazione messa in atto deliberatamente dai soggetti politici per sottrarre le parole alla loro missione di verità e al loro ruolo di comunicazione. Non resta, pertanto, che mettersi al lavoro per ridare al linguaggio la propria potenzialità espressiva, ricondurlo alla purezza originaria di una parlata priva delle sedimentazioni degenerative e dalle contaminazioni fuorvianti…
È un libro-fenomeno La manipolazione delle parole di Gianrico Carofiglio, e merita grande attenzione perché segna di fatto una pregevole e sorprendente incursione nell’ambito della saggistica da parte di uno scrittore finora esclusivamente devoto alla forma narrativa. Un’incursione erudita e affascinante, a cui va riconosciuto il pregio di venire condotta con un aliante capace di sorvolare in maniera leggera su di un territorio vasto ed eterogeneo, muovendosi tra le icone del pensiero classico e gli interpreti della cultura moderna, fino ad atterrare con autorevole disinvoltura tra i protagonisti del corrente dibattito politico e culturale. Ne viene fuori una riflessione approfondita e stimolante, urgente e necessaria. Un ardito pamphlet capace di affrontare questioni, che non solo hanno a che vedere con gli aspetti fondamentali della natura stessa della parola, ma che investono necessariamente anche il campo delle relazioni sociali. Insomma uno splendido libro accessibile a tutti, scritto con l’acume dello scrittore che ben conosciamo e l’onestà di un intellettuale che cerca più il consenso dei posteri che non quello del lettore.

 

 

 
 
 
 
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