La mantella rossa

La mantella rossa

Foce del Guadalquivir, 1494, tardo autunno. Migliaia di persone vestite a festa sono arrivate dalle città vicine a Sanlúcar de Barrameda, tutti vogliono salutare i soldati che si stanno imbarcando per raggiungere Tenerife. La flotta cristiana è composta da un migliaio di guerrieri oltre a servi, marinai, religiosi e medici. Le stive sono cariche di viveri, armi, cavalli e cani da assalto. La folla segue un ordine non scritto, ma ben definito, per cui i posti d’onore sono riservati all’aristocrazia, tra cui spicca il duca di Medina Sidonia che ha finanziato l’impresa. Lo stimato medico di Jerez, Carlos Fonseca, osserva in silenzio i preparativi, accenna un saluto un po’ imbarazzato al giovane Diego de Mesa che cavalcando il suo Negro sta raggiungendo la nave insieme ai fratelli. Tra le autorità Inés sorride con orgoglio materno, mentre il duca di Medina Sidonia e Álvaro de Mesa, il padre di Diego, si scambiano uno sguardo d’intesa: questa spedizione è l’occasione preziosa per la famiglia Mesa di elevarsi nei ranghi dell’aristocrazia andalusa, impresa per cui vale la pena mettere a repentaglio la vita dei giovanissimi ragazzi. Solo Clara, la figlia di Fonseca, non è riuscita a chiudere occhio, l’unica in tutta l’Andalucía a non gioire di questa partenza…

La mantella rossa è un romanzo scritto a quattro mani. Gli autori, Marco Calamai De Mesa e Domitilla Calamai, sono padre e figlia, che prendendo come protagonista un loro antenato, Diego De Mesa, ricreano con grande accuratezza lo scenario storico della Spagna del fine Quattrocento. Epoca in cui la regina Isabella di Castiglia, che aspirava a trasformare il suo regno in una potenza europea e custode del cattolicesimo, favorì l’azione dell’Inquisizione spagnola, tristemente nota per la sua ferocia. La casa editrice La lepre di Alessandro Orlandi e gli autori hanno vinto con questo romanzo il Premio Speciale per l’editoria Capalbio 2017. Sullo sfondo di questa interessantissima ricostruzione storica si trova il grande amore tra Diego de Mesa, cristiano da generazioni, e Clara Fonseca, figlia di ebrei convertiti. Sullo sfondo perché gli autori hanno invertito la prassi narrativa secondo cui l’ambientazione storica è cornice agli eventi dei protagonisti. Qui le vicende dei personaggi restano ai margini della narrazione, raccontata in stile più affine a un saggio o a un’indagine giornalistica che a un romanzo. Quello che emerge con forza a discapito della personalità dei protagonisti e delle loro interazioni è quindi la Storia. L’attenzione del lettore viene spinta sugli aspetti storico-culturali, politici e religiosi con le persecuzioni dei conversi, sulla nascita di una nuova geografia mondiale conseguenza della scoperta dell’America e ambientazioni che dall’Andalusia raggiungono Tenerife fino a approdare a Roma e al Vaticano. Un libro che parla del passato per denunciare la follia del fondamentalismo, a cui il mondo contemporaneo, purtroppo, continua a dare spazio negli ambiti più disparati.



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