La matematica del gol

La matematica del gol

Due amici ricordano i Mondiali di Argentina '78 e fanno una lunga chiacchierata sul calcio sudamericano tra una fetta di formaggio e un bicchiere di vino; uno zio distratto e indolente fa perdere al nipote Italia-Brasile 3 a 2 dei Mondiali di Spagna '82, la stessa partita che invece cambia la vita di due fratellini marchigiani; il pescatore siciliano Gaspano Corella riflette in un unico, lunghissimo momento sulla vita, sull'amore e sul mare mentre aspetta che un pallone crossato spiova vicino ai suoi piedi; un uomo riesce ad esorcizzare i suoi demoni interiori grazie alla violenza del calcio storico fiorentino; la strana carriera del piccolo grande Paolo Rossi, centravanti-farfalla; la storica sfida fratricida tra Germanie Est e Ovest ai Mondiali del 1974 segna la svolta nella crescita intellettuale e politica di un bambino; che fine ha fatto Socrates, centrocampista anticonformista sul campo e nella vita?
Gianni Biondillo, Federico Calamante, Antonio Dipollina, Davide Enia, Marco Lodoli, Edoardo Nesi, Umberto Nigri, Sandro Veronesi, Darwin Pastorin, Francesco Piccolo, Giorgio Porrà, Nicola Roggero, Andrea Scanzi, Walter Veltroni, Carlo Verdelli (escluderne anche uno solo sarebbe stato delittuoso, visto il parterre de roi) alle prese con il mito del calcio - sudamericano ma non solo - in racconti ora dal registro malinconico, densi di nostalgia, ora più ghignanti e ironici, ora vibranti di denuncia sociale, di passione politica. Ma il momento più emozionante del libro - mi perdoneranno gli autori succitati - arriva dopo l'ultima pagina, con la visione del dvd allegato e del documentario Con la mano di Dio di Umberto Nigri, che partendo dal famoso goal di mano di Diego Armando Maradona contro l'Inghilterra ai Mondiali di Messico 1986 (quello che un giornalista messicano ribattezzò appunto come opera della mano di Dio, attribuendo la paternità di quest'espressione teatrale al pibe de oro, che dapprima smentì e dopo poche ore, innamorato della potenza simbolica di quelle poche parole, fece marcia indietro e se ne impadronì) racconta la strana, profonda amicizia tra Miguel Savage, veterano argentino della guerra delle Falkland, e Terry Peck, ex leader della resistenza inglese nell'isola, fatti incontrare dal figlio di Terry, James, giovane pittore che ha sposato una ragazza argentina. Nelle parole e nei ricordi dei protagonisti di quella assurda e sanguinosa pagina di storia, intervallati a struggenti, algide immagini del brullo paesaggio di quelle isole remote (magnificamente fotografate da Maurizio Carta) sta tutto l'orrore della guerra, la cui più grande tragedia, sembra ricordarci Nigri, è che crea distanze e differenze dove in realtà esistono solo somiglianze e vicinanze. Perché nelle Falklands (o Malvinas, o come caspita le vogliono chiamare) tanto come a Londra, a Buenos Aires tanto come a Napoli, esistono solo esseri umani. Solo esseri umani. Che ogni tanto amano giocare al pallone, per dio.

 

 

 

 
 
 
 

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