La melodia del giovane divino

La melodia del giovane divino
Un’audace incursione, condotta con un occhio rivolto alle turbolenze del tempo presente e un altro alla composta saggezza del pensiero degli antichi Greci, tra temi universali. Riflessioni su libertà e  coraggio e sull’educazione. Domande sulla tradizione religiosa dell’ebraismo e sul valore delle cose. Considerazioni sulla sapienza e sulla felicità. Pensieri sulla menzogna, sulla giustizia e sulla malinconia. Una selezione, ridotta ma significativa, di composizioni narrative in forma di racconti brevi, ispirati da singolari avvenimenti della vita sociale quotidiana. Aneddoti che vengono qui rivisitati e trasposti sotto forma di parodia e in chiave moralistica. Alcuni contributi critici a opere di Gabriele D’Annunzio, Maksim Gor’kij, Henrik Ibsen e Bendetto Croce. L’appassionato tributo a Lev Tolstoj, nell’ottantesimo anniversario della nascita del grande romanziere russo. Le impressioni ricavate dall’ascolto dello “Stabat Mater” di Giovan Battista Pergolesi, ovvero la melodia del giovane divino…   
Risucchiata in una fitta e logorante ragnatela di ossessive riflessioni sul rapporto tra l’individuo e il proprio destino, la creatività fin troppo fervida del giovane goriziano lo condurrà a comporre, nell’arco di soli cinque anni, una mole impressionate di scritti, misurandosi indifferentemente con la poesia e la prosa, la filosofia e la critica letteraria. Quello di Carlo Michelstaedter su questa terra è stato dunque un passaggio breve, compiuto in soli ventitrè anni (1887 – 1910), ma la sua meteora ha tracciato una luce intensa e indelebile. Ne da prova questo nuovo libro che la casa editrice Adelphi manda in libreria, continuando la sistematica pubblicazione in Italia di tutte le opere, in occasione del centenario della sua tragica e prematura scomparsa. Si tratta di un testo diviso in tre sezioni - pensieri, racconti e critiche – in cui gli strumenti di discernimento critico e di onestà intellettuale si confermano come la cifra saliente dell’infaticabile attività e dello spregiudicato candore, con i quali Carlo Michelstaedter ha voluto esercitare la propria ricerca culturale senza preclusioni di genere. Ma, al di là dei pur innegabili meriti culturali, ciò che emerge in tutta evidenza da questi scritti è l’immagine di un giovane spirito eletto, impegnato a sondare la profondità del mistero e del male di vivere. Il segno di un’infelicità esistenziale che nelle pagine rifiorisce immortale.

 

 

 

 
 
 
 
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