La memoria vegetale

La memoria vegetale

Come i nostri vecchi, i libri sono i custodi di tutta quella memoria storica che la nostra vita, incresciosamente breve, non potrebbe mai accumulare. Consultandoli nell’atmosfera soffusa e raccolta delle sale da lettura di una biblioteca o leggendoli nell’intimità delle nostre stanze, essi divengono per noi opportunità di dialogo prezioso con persone che continuano a parlarci, attraverso la scrittura, al di là del tempo. Avvolta dall’aura di un fascino antico, In entrambi i casi la nostra fantasia compie viaggi secolari a ritroso nella storia, sui luoghi più avventurosi della narrativa adolescenziale, in quelli sempre perduti e ritrovati della magia delle fiabe o tra le imprevedibili immaginazioni della fantascienza. Grazie alla lettura, attingiamo di continuo linfa essenziale alla durata della nostra memoria e alimento essenziale alla crescita della nostra fantasia. Libro dopo libro cresce in noi la consapevolezza di essere sempre vissuti. Eravamo presenti sull’isola di Sant’Elena nelle sere ventose in cui Napoleone rabbrividiva di freddo; a Roma durante le Idi di Marzo in cui Cesare venne pugnalato da Bruto e dai congiurati. Abbiamo osservato e tratto insegnamento dagli errori commessi da Annibale a Capua; sospirato non solo per i nostri amori, ma anche per quelli di Dante, Petrarca, per l’Angelica del Tasso e così via…

In questa amabile raccolta di saggi e di trascrizioni di conferenze dedicati alla bibliofilia, Umberto Eco decide di denominare “vegetale” la memoria contenuta nei libri. Perché, anche se la pergamena era ricavata dalla pelle di animali, vegetale era il papiro e con stracci, lino, canapa e tela venivano prodotti i libri a partire dal secolo XII. Tra i più noti autori di romanzi storici del secondo Novecento, di studi di linguista e di filosofia, nonché onnivoro lettore e impenitente bibliofilo, lo scrittore piemontese dedica i testi racchiusi in questo suggestivo volume all’antico e molteplice nesso che lega funzione dei libri e passione dei loro collezionisti. Pagina dopo pagina, le acute riflessioni del grande erudito si trasformano in utili spunti per il lettore, tali da indurlo a comprendere meglio come sia potuto accadere. Accadere che il libro sia divenuto strumento di conoscenza, motivo di scelte comportamentali, strumento di fascinazione, oggetto da collezionare con geloso orgoglio, causa di accanita persecuzione, testimonianza scritta da bruciare pubblicamente. Ma soprattutto una porta spalancata sulla nostra memoria e infiniti modi per ripercorrerla di volta in volta con rinnovata suggestione.



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