La mia prima bicicletta

La mia prima bicicletta

Ereditata dal fratello maggiore o nuova di zecca, desiderata e mai avuta o regalata da genitori zelanti, compagna delle prime volte, che fossero esplorazioni o delusioni, dimenticata in cantina o perduta nei tanti giri che fa la vita, troppo intricati perché si possa star loro dietro su una due ruote…

Queste sono solo alcune delle storie raccolte in La mia prima bicicletta, un'antologia divertente delle esperienze in sella di scrittori, giornalisti e personalità della cultura: dall'astrofisica Margherita Hack che ci riporta sulle colline della Firenze durante la Seconda Guerra Mondiale, a Gianni Mura, che si sfidava con gli amici sulla sua Bottacchia Blu. E ancora Wu Ming 2 che si sentiva un eroe quando andava a scuola pedalando sulla Fesal e Susanna Tamaro, che ha una vera e propria collezione di biciclette in garage, molte delle quali raccolte ai cassonetti e rimesse in sesto con amore. Il libro nasce da una rubrica sul blog Andamento lento di Ediciclo Editore ed è abbinato ad un progetto di solidarietà della Comunità di Sant'Egidio che, tramite dell'Associazione Apee - Inclusion Burkina, ha regalato 30 biciclette munite di seggiolini ad altrettante mamme del Burkina Faso con figli affetti da handicap, per poterli accompagnare nelle strutture specializzate in grado di aiutarli. Un motivo in più per leggere questa piccola raccolta che vi porterà indietro nel tempo e sull'onda della nostalgia vi farà ripensare alla vostra infanzia, quando togliere le ruotine sembrava un'impresa impossibile e i bambini che sfrecciavano sulle loro bici vi apparivano come figure colossali e irraggiungibili. Segnalazione speciale per il racconto di Gianluca Morozzi, che fa commuovere con il suo ricordo di un nonno quasi mitologico, e per quello di Bibì Bellini che dona la parola a Cinzia, la sua prima due ruote, e lascia che sia lei a narrare il loro incontro e le avventure che hanno vissuto insieme. Ma il simbolo di quel grande sogno di libertà che la bici rappresenta per ogni ragazzino lo troviamo nella storia di Bruno Contigiani, che ha imparato l'equilibrio in momenti rubati sui mezzi dei suoi compagni di giochi, fantasticando sul giorno in cui anche lui avrebbe avuto la sua: la Gloria, in passato appartenuta a suo fratello e lasciata nel sottoscala per anni dai suoi genitori, preoccupati che potesse farsi male, che alla fine l'hanno data via. Su quella bici tanto desiderata, Bruno non ha mai fatto nemmeno un metro eppure è rimasta nel suo cuore più di quelle che sono venute dopo, come succede sempre con le immagini più care della nostra infanzia.

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