La mia vendetta

La mia vendetta
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“Sono io”. “John?”. “Sto morendo. Voglio che ci sia tu quando succederà. Voglio la pace”. John e Pam sono separati da anni quando questa conversazione avviene. John si trova in California, un cancro al cervello lo sta divorando. Pam abita in Georgia, non ha lasciato la vecchia casa in cui abitavano insieme e continua imperterrita il suo lavoro di insegnante di chimica. Il loro rapporto non è sopravvissuto alla morte del loro unico ed amato figlio, Zachary. Dei due coniugi, John è sempre stato il più cinico, razionale, calcolatore, Pam la più emotiva: quando lei aveva riversato sul marito le proprie preoccupazioni, dovute al fatto che il loro ragazzo beveva un tantino troppo, lui l'aveva liquidata con due parole, spiegandole che era totalmente normale per un adolescente attraversare un periodo del genere. Quando poi la normalità si è trasformata in morte per guida in stato di ebrezza, John ha lasciato da parte la sua durezza, e si è trasformato in un debole, mentre Pam ha dovuto caricarselo sulle spalle, finché a John non è venuta in mente un'idea. Idea che si è trasformata in un libro, Generazione biologica, con il quale è divenuto multimilionario, con il quale si è preso tutti i meriti di aver mandato avanti la famiglia dopo la morte di Zachary, con il quale ha descritto Pam come un mostro senza cuore, lasciandola. Ed ora, in punto di morte, le sta chiedendo di andarlo a vedere morire...

Pubblicato nel 2016 solo per ebook (il titolo originale è Cold, cold heart witness impulse), questo romanzo breve (o racconto lungo, che dir si voglia) è stato scritto dalla regina del thriller Karin Slaughter (famosa per le serie su Will Trent e Grant County). Eppure non si direbbe. Innanzitutto, la storia, di elementi thriller, ha ben poco: la trama è tutta incentrata sul rapporto tra Pam e John nel corso degli anni e delle tappe più importanti. Lei, più che una donna del ventunesimo secolo (dove eppure la storia è ambientata), sembra essere una persona totalmente sottomessa e obbediente al marito: la sua personalità è rimasta ferma a un paio di secoli fa. Lui è invece il classico Don Giovanni (nomen omen), macho e bullo con il gentil sesso. Dopo aver incredibilmente passato una vita a subire soprusi, Pam improvvisamente si sveglia dal suo torpore esistenziale. Il resto è da leggere. Peccato che il finale, nel momento in cui la suspense dovrebbe essere al suo apice, deluda clamorosamente: banale, scontato e prevedibile. Ma, tutto sommato, è un piccolo incidente di percorso che si può perdonare all'autrice: trentacinque milioni di copie tradotte in trentasette lingue diverse valgono più di una piccola storia sbagliata.



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