La miscela segreta di casa Olivares

Nella piccola putìa di via Discesa dei Giudici, a Palermo, Orlando, un enorme macchinario usato per la torrefazione, ogni giorno lavora al servizio della famiglia Olivares. Da generazioni questa famiglia si tramanda l'antica arte di tostare il caffè e, proprio grazie ad Orlando, ha avuto così la possibilità di crescere e prosperare. Lo sa bene Roberto Olivares, l'attuale capofamiglia, un omaccione dai modi apparentemente bruschi che si impegna con dedizione all'interno della torrefazione. Ad aiutarlo in questa impresa c'è la moglie Viola, una donna bellissima, brillante e stravagante che pratica la “caffeomanzia” e che è riuscita a legare a sé il marito fin dal loro primo incontro. Dalla loro unione sono nati cinque figli: Ruggero, Raimondo, Rodolfo, Genziana e Mimosa. Tra tutti, però, Genziana è quella che spicca di più. A differenza dei fratelli, biondi e chiari di carnagione, lei con la sua carnagione scura ed il carattere passionale assomiglia proprio ad un “piccolo chicco di caffè”. È proprio al caffè, quella bevanda scura e irresistibile come lei, che il destino di Genziana sembra volersi legare, mentre in lontananza le ombre di una guerra terribile rischiano di minacciare ogni cosa… 
La miscela segreta di casa Olivares è il sesto romanzo di Giuseppina Torregrossa che, dopo le tinte noir di Panza e prisenza, ci regala una saga famigliare che arriva dritta al cuore del lettore. Una storia che, come l'aroma di buon caffè, si sprigiona dalle pagine e ci conquista insieme all'irruenza, alla vivacità e all'autenticità che caratterizzano i suoi personaggi. Ma questo è anche il racconto di una famiglia che si ritrova a fare i conti con una realtà dalla quale non si può sfuggire. Per certi aspetti questo romanzo della Torregrossa si avvicina allo stile delle storie che attraversano le generazioni raccontate dalla miglior Isabel Allende. Non è un caso, infatti, che le sia stato affibbiato proprio l'appellativo di “Allende italiana”.  Appellativo che la scrittrice non disdegna, a patto che non si parli però di “letteratura al femminile”. Per lei la classificazione di letteratura divisa per generi è davvero inconcepibile (e come darle torto!). Quello che è certo, però, è che questo romanzo tocca nel profondo qualsiasi lettore, guidandolo all'interno di un quadro storico, culturale e familiare nel quale antiche tradizioni, superstizioni e abitudini provenienti da un'altra epoca rievocano uno spaccato di vita della nostra Italia.

 

 

 

 
 
 
 
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