La misteriosa morte della compagna Guan

La misteriosa morte della compagna Guan
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1990. In una busta di plastica nera galleggiante in un canale appena fuori Shanghai viene rinvenuto il cadavere nudo di una donna, stuprata e strangolata, che si rivela essere una operaia modello iscritta al Partito Comunista di nome Guan. Ma da subito vengono a galla segreti insospettabili nascosti sotto ad una impeccabile facciata. Delle indagini deve occuparsi l’Ispettore capo Chen, una strana figura di poliziotto: giovane, colto, appassionato di gastronomia e poeta dilettante (“Tenga le sue mani unte lontano da me”, disse indignata una donna vicino a lui. “certe persone possono essere veramente scorrette” commentò un altro passeggero “nonostante la loro solenne uniforme”. “Scusi” disse, consapevole della scarsa simpatia che suscitava l’uniforme della polizia. Tenersi in mano un involtino fritto con ripieno di maiale in un autobus sovraffollato era una pessima idea, ammise tra sé e sé). Ha fatto una rapidissima carriera grazie ad alcuni importanti appoggi politici, ma non ha praticamente nessun interesse nel mestiere di poliziotto e si trova incastrato controvoglia in un gioco più grande di lui...

Il mercato del thriller offre una buona quantità di titoli ogni mese, ma tendono un po’ tutti ad assomigliarsi, divisi nei loro bravi sottogeneri e inguainati nelle loro belle copertine nero-sanguinanti. Qua e là, per fortuna, una perla rara, un punto di vista diverso, a volte addirittura una svolta a U. Il romanzo di Qiu Xiaolong appartiene a questo club di mosche (sarcofaghe, ci mancherebbe) bianche. Innanzitutto per l’ambientazione, inevitabilmente fascinosissima ai nostri occhi: la Cina degli anni ’90, perfetta sintesi tra la Città Proibita e un supermarket. Un dedalo inestricabile di sovrastrutture burocratico-politiche e di ferrei codici comportamentali che grava come una cappa sulle esistenze di piccoli uomini soli, che combattono il crimine senza nessun mezzo economico o scientifico, facendo conto soltanto sul loro intuito e sul lavoro investigativo. Il poeta-gastronomo-raccomandato Chen Cao (a cui fa da efficacissimo contraltare il duro ispettore Yu) va ad aggiungersi alla galleria immensa e prestigiosa degli investigatori letterari: tra l’altro questo romanzo è solo il primo di una saga che promette faville. Del resto Chen Cao si è fatto le ossa ben bene con questo primo caso, un ginepraio politico-sessuale di non facile soluzione, svelato piano piano, con una semplice metodicità tutta orientale e uno stile del tutto funzionale alla trama. Così, mentre il nostro eroe affonda nei segreti della compagna Guan e scopre inquietanti paralleli con la sua stessa vita, il rimpianto cresce in voi pagina dopo pagina. Rimpianto, naturalmente, per la fine del romanzo che si avvicina.



 

 

 

 
 
 
 
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