La moglie del colonnello

La moglie del colonnello
Cuba, anni ottanta. Eduardo Berti, militare e comunista cubano, non si aspettava proprio l’incarico che gli è stato affidato dalle alte sfere: consegnare personalmente all’amico e collega Arturo Gómez - che si trova in Angola in missione - la famigerata “busta gialla”. A Cuba tutti i membri del partito e dell’esercito lo sanno: dentro la busta gialla ci può solo essere un’umiliante notizia, quella di essere stato tradito dalla moglie, dato che la dittatura si sente in dovere di informare le due parti coinvolte (il tradito e l’adultera) affinché il marito possa immediatamente chiedere il divorzio. Per Arturo non c’è scelta, il perdono è un lusso non ammesso dal partito le cui norme etiche sono strettissime se a tradire è la moglie: deve vedersi un’ultima volta con l’amata Nuria, psicologa e anche lei membro del partito, e lasciarla per sempre. Un emissario del regime ha raggiunto anche la donna, per informarla che la breve e appassionata relazione che ha avuto a Roma con un professore italiano, Valerio Martinelli, è stata scoperta e che per questo dovrà lasciare il lavoro ed essere ripudiata dal marito. Una relazione, quella col professore romano, cominciata per gioco e destinata a concludersi con la fine del soggiorno italiano: anche Nuria ama profondamente Arturo, con Martinelli sono stati solo pochi giorni di passione alla quale la donna si è abbandonata con consapevolezza e curiosità. Martinelli è - oltre che un playboy ancora attraente nonostante l’età - un  neurolinguista specializzato nelle relazioni tra l’eros e il linguaggio, e durante gli incontri con l’affascinante psicologa decide di “mettere in pratica” le sue teorie, scambiando lettere esplicitamente erotiche con la donna per prepararla agli incontri amorosi. E sono proprio queste lettere che cadono in mano alle spie cubane, e al marito di Nuria...
Carlos Alberto Muntaner è un giornalista cubano, esiliato impegnato in politica ed autore di numerosi saggi e articoli in opposizione al regime comunista dell’isola. Una voce autorevole la sua, che si cimenta ora con un’opera di narrativa nella quale mescola sapientemente la denuncia politica al regime totalitarista con una storia di amore, eros e tradimenti. Sono tante le voci narranti che si susseguono: Eduardo, Arturo, Nuria, Martinelli, ma anche le spie comuniste, fedeli al regime anche nel compiere atti di violazione della privacy che nulla hanno a che vedere con il credo comunista. Arturo e Nuria sono fedeli al partito (Nuria non è fuggita dall’isola come fece la sua famiglia molti anni prima), ma quando lo stato determina i comportamenti personali, arrivando ad infiltrarsi anche nell’ambito dei desideri più intimi, si trovano - come tanti prima di loro - di fronte ad un dilemma impossibile da superare. Questa quindi non è solo una storia di tradimento e delle sue tragiche conseguenze e non è nemmeno il racconto delle peripezie erotiche in un hotel romano. Dietro a tutto ciò emerge prepotentemente la lotta personale per affermare la libertà affettiva e l’autonomia morale di fronte a un regime totalitario e maschilista. Muntaner fa un passo in più, arrivando a presentare il tradimento di una donna innamorata del marito, un tema tabù non solo a Cuba. Non c’è amore tra Nuria e Martinelli, ma ci sono sesso, divertimento, erotismo e anche tenerezza. Tutto questo viene immortalato dalle lettere più che esplicite che i due si scambiano durante il soggiorno a Roma, lettere che non risparmiano nemmeno un dettaglio, riportate fedelmente come “prove inconfutabili” del tradimento. È difficile scrivere di sesso esplicito senza cadere nella volgarità. Muntaner ci riesce perché dietro alla figura di Martinelli, mentore di Nuria, si cela una tentazione di libertà mai sperimentata prima, sessuale e personale. Un libro indubbiamente interessante che espone senza mezzi termini la durezza di un sistema totalitario, smontando ogni tentazione di idolatria verso questo regime che arriva a distruggere con la sua pretesa di controllo onnisciente, la sfera degli affetti e dell’intimità più profonda. 

 

 

 

 
 
 
 
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