La morte corre sul fiume

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“Picche picca impicca, il boia usa il cordone! Impicca picca picche, il ladro è a penzolone!”. Durante la Grande Depressione, in una piccola cittadina di campagna della West Virginia, un poveraccio di nome Ben Harper tenta di sfuggire alla miseria rubando 10.000 dollari in banca. Cassiere e direttore, che lo conoscono da quando è nato, cercano di farlo desistere ma per tutta risposta Ben li fredda a colpi di pistola e fugge con il malloppo. Fa appena in tempo a raggiungere casa sua e a scambiare poche parole trafelate con l’ossuta moglie Willa, il figlio di nove anni John e la piccola Pearl, di quattro anni, che viene raggiunto dalla polizia e arrestato, e dopo un veloce processo condannato a morte. Dei 10.000 dollari però nessuna traccia. Che fine hanno fatto? Se lo domanda Willa, che durante i pochi tesi colloqui che ha con il marito prima della sua impiccagione cerca di convincerlo a rivelarle il nascondiglio del denaro, che potrebbe cambiare il destino di povertà della famiglia di Ben. Se lo domanda Harry Powell detto Il Predicatore, un serial killer psicopatico finito nella stessa cella di Ben ma solo per poco, dato che è accusato soltanto di furto d’auto, perché i poliziotti non hanno capito che è proprio lui che da anni vaga per il Paese seducendo vedove conosciute mediante annunci per cuori solitari e riunioni in parrocchia per poi derubarle e assassinarle. Il Predicatore, che ha sulle nocche delle mani tatuate le parole LOVE e HATE (amore e odio) e crede di essere in missione per conto dell’Altissimo, cerca di convincere Ben a dirgli dove ha nascosto i soldi, ma il condannato non molla e si porta il segreto nella tomba. Ora c’è solo una persona al mondo che conosce quel segreto: il piccolo John, al quale il padre lo ha rivelato prima di essere arrestato facendogli giurare silenzio. L’ombroso John diventa a poco a poco l’oggetto delle attenzioni morbose della madre, di alcuni concittadini molto curiosi e del Predicatore, che nel frattempo è uscito di galera e ha deciso di sedurre le vedova Willa spacciandosi per grande amico dello scomparso marito...

Romanzo gotico, noir e affresco sociale à la John Steinbeck si fondono mirabilmente in questo romanzo del 1953 che Adelphi ripropone dopo la storica edizione del 1956 nella collana Medusa Mondadori e una più recente ristampa curata da Anabasi nel 1993 (quest'ultima con il titolo misteriosamente cambiato in Il terrore corre sul fiume), entrambe pezzi da modernariato. Al suono di lugubri filastrocche infantili, tra ombre lunghe e acque cupe, si snoda la vicenda tragica di una famiglia travolta dal disastro dalla Depressione, che ingaggia una lotta all’ultimo sangue con un villain terrificante, antesignano dell’esercito di serial killer apparsi negli ultimi decenni in letteratura. Tra l’altro la figura del Predicatore, alias Harry Powell, è dichiaratemente ispirata a un personaggio realmente esistito: quell’Harry Powers passato alla storia della Criminologia come “il Barbablù di Quiet Dell", impiccato nel 1932 a Moundsville (come il povero misfit Ben Harper) per l’omicidio di due vedove e di un commesso viaggiatore. Dal libro, tutto giocato su un coacervo di tensioni sotterranee incrociate e su una suspence micidiale, è stato tratto nel 1955 un film di Charles Laughton con Robert Mitchum e Shelley Winters.



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