La musica in testa

La musica in testa
Giovanni è un bambino curioso: ama aprire i cassetti, guardare cosa c’è dentro, restare immobile a fissarne il contenuto, assicurarsi che è tutto come ricordava per poi richiuderlo. Il suo cassetto preferito è quello della scrivania di suo padre, nel quale un giorno trova una nuova scatolina. All’interno di quell’insolito ‘forziere’ si nasconde un tesoro: la chiave del pianoforte. Per lui, appena un bambino, avvicinarsi a quello strumento non è possibile, figuriamoci suonarlo. Ma l’amore, la perseveranza, l’innato senso del ritmo, mescolati alla propensione all’ascolto profondo, trameranno per farli incontrare ed innamorare. Giovanni è un adolescente introverso, timido, impacciato, alto, con i ricci ribelli sulla testa e in mente solo la sua ‘strega capricciosa’ la musica, che non lo fa dormire, che lo segue, che gli si infila nell’anima e lo costringe ad ascoltarla. Amante e tiranna, lo vuole tutto per sé tanto da impedirgli di poter prestare attenzione a ciò che lo circonda. Assecondarla, seguirla, lasciarsi portare da un’altra parte è l’unico modo per poter placare la sua sete. Così imparare e perfezionare la sua lingua è un tutt’uno, porsi in una posizione di ricettività l’unico modo per tradurre in note l’emozione che lo oltrepassa. Poi lo studio, il conservatorio, la Filosofia, i primi concerti (quando ad ascoltarlo c’erano solo cinque persone in sala) l’ansia - sua scomoda compagna di viaggio - lo scontro costante con la vita e i suoi ritmi, con le persone, le storie e le tante facce che il dolore prende su di sé. Ogni sussurro del mondo, ogni paesaggio, ogni persona gli resta attaccata, ed ogni sorriso gli entra dentro e lo riscalda. Emozione è la parola-chiave, quella che gli permette di creare un ponte tra lui e le cose, tra lui e la gente che riconosce quella lingua antica e, senza parole, riesce a sentire dentro di sé quella sensazione di infinito creduta persa...
La musica in testa non è la semplice autobiografia di un pianista virtuoso, del personaggio colto-glamour del momento, del geniaccio che sta riscrivendo le regole della composizione: è un prezioso passaporto per il mondo al di là dello specchio. Pagine di diario, in ordine non sempre cronologico, si alternano a scritti filosofici (del 2000) per creare un percorso preferenziale attraverso il personalissimo mondo di Giovanni Allevi. Scorrendo le pagine ci si infila nel suo passato, lo si vede bambino, sorridiamo osservando i suoi passi incerti, facciamo il tifo quando si siede sullo sgabello e non si ricorda l’attacco di un pezzo, e siamo con lui quando vola a New York inseguendo Lei, la sua musica, il suo sogno. La purezza con la quale gli eventi sono narrati annullano la distanza, creando inevitabilmente un rapporto di familiarità con il lettore permettendo, attraverso il racconto di capitoli spesso buffi, di rivivere gli eventi chiave che lo hanno portato ad essere la persona che oggi tutti possono riconoscere. La musica in testa è quindi un libro semplice, senza artifici, scevro da qualsiasi presunzione, una ventata di ottimismo per chi ancora conserva nascosta da qualche parte un’idea romantica della vita. Per i sognatori, per i poeti... e per chi è capace di mettere il proprio sentire davanti a tutto. Tutto.

Leggi l'intervista a Giovanni Allevi

 

 

 
 
 
 
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