La natura di un crimine

La natura di un crimine

“Suppongo che tu sia a Roma, adesso”. È l’una di notte, i pensieri dell’uomo sono rivolti alla donna amata, le parole scorrono nella prima lettera a lei indirizzata, da inserire nel plico che le spedirà prima della fine. L’amore lontano, l’amore segreto, un insieme di tormento e piacere. La consapevolezza che la donna amata è irraggiungibile e che non potrà più essere incontrata, ma solo immaginata, rincorsa dentro un ricordo o un’illusione che si rinnova nei momenti vissuti insieme serenamente da quando si conoscono: sette anni, tre mesi e due giorni. Entro la fine di aprile l’uomo sa che sarà morto e sepolto, la sola eredità che può lasciarle è il ricordo del loro amore, coltivato all’ombra del marito di lei, troppo stordito dalle droghe per accorgersi di ciò che accadeva. La confessione è necessaria. Ricordarle i discorsi fatti intorno all’etica del suicidio, rammentarle che lui porta al dito un anello con una pietra verdognola bombata, quello che lei ha temuto fosse retaggio di un amore passato. Ora può scriverle che quell’anello è stato lui a farlo realizzare anni prima di incontrarla, e fare in modo che al suo interno fosse messo veleno. Le scrive della consapevolezza che tra poche ore sarà arrestato, che non può tollerare l’idea di finire in prigione. Le confessa di aver giocato d’azzardo coi propri soldi e poi con quelli dell’amico Alexander Burden, della cui famiglia è stato amministratore fiduciario negli ultimi nove anni, famiglia che disprezza. Su quei soldi ha costruito la sua ricchezza e ora che quel denaro va restituito, lui non può farlo, non trova più bugie convincenti per proteggersi…

“I grandi criminali e le persone molto pazienti imparano una lezione comune: non credere a nulla, non essere severo con nessuno!”. Otto lettere scritte alla donna amata. Un carteggio attraverso cui spiegare le ragioni delle scelte compiute, la confessione di un uomo giunto alla resa dei conti. Non c’è pentimento nelle sue affermazioni, truffare è divertente ed eccitante, un mezzo per esercitare la propria intelligenza. Il raggiro è potere. Conta solo l’amore. In un’epoca che muore, la figura del gentiluomo è in declino, corrotta, ostile alla vanità, sprezzante della fiducia, al punto da trovare irritante e noioso essere considerato “affidabile”. Quest’opera è il frutto di un legame artistico importante, quello tra Ford Madox Ford e Joseph Conrad, incontratisi per la prima volta nel 1898 tramite l’editore londinese Edward Garnett. Testimoni dei mutamenti sociali a cavallo tra l’epoca vittoriana e l’avvento dell’era modernista, i due autori britannici mostrano attraverso la loro collaborazione la volontà di studiare nuove tecniche narrative. Romanziere, saggista, biografo, poeta, Ford è ricordato per opere come Il buon soldato e la biografia Conrad, scritta nel 1924 alla morte dell’amico e collega. Conrad, scrittore anticonformista, avventuriero, celebrato per i suoi mancati eroi e le ambientazioni esotiche dei suoi scritti, resta indimenticato grazie a capolavori quali Lord Jim, Cuore di tenebra, Il nero di Narciso e una ricca produzione di racconti. Dalla collaborazione di questi due ispirati autori non poteva che nascere un piccolo gioiello letterario quale La natura di un crimine. Sebbene frammentario, quasi una bozza, l’embrione di un’idea.



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