La nausea

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Il giovane trentenne Antoine Roquentin, al termine di un’avventurosa peregrinazione, decide di stabilirsi a Bouville, una piccola città di provincia dell’Alta Normandia, dove prende alloggio in un albergo per commessi viaggiatori situato accanto alla stazione. Qui intende portare a compimento una ricerca storica sul marchese de Robellon, libertino e avventuriero vissuto nel Settecento. Tale proposito lo porta a frequentare assiduamente il locale archivio della biblioteca municipale, dove un umanista autodidatta trascorre le giornate leggendo libri in ordine rigorosamente alfabetico. La sera Roquentin si reca al “Ritrovo dei Ferrovieri”, si siede ad un tavolino e ascolta sempre lo stesso disco: Some of These Days. Talvolta sale in camera con la padrona del bistrot in cerca d’intimità. Anny, la donna amata, se n’è andata da quattro anni mettendo fine alla loro relazione. Pretendeva sempre di aver dei “momenti perfetti” e si sfiniva immancabilmente in sforzi minuziosi e vani per rimettere insieme il mondo intorno a lei. Il giovane studioso giorno dopo giorno viene colto da uno strano malessere che egli percepisce come una forma di nausea, che si presenta in crisi ricorrenti e angosciose e che lo coglie dinnanzi agli oggetti più comuni con cui percepisce di non avere più alcun rapporto. Così come sente che la sua vita non ha ormai più senso, che Il tedio e lo scoraggiamento lo rendono prigioniero di un presente oscuro che non gli appartiene…

Composta nel 1932 ma pubblicata per la prima volta nel 1938, La nausea è la prima opera nella quale Jean-Paul Sartre esterna con encomiabili risultati artistici la sua concezione filosofica, la sua posizione politica e l’impegno civile che ne consegue. Il romanzo, strutturato come il diario di un intellettuale, costituisce infatti - caratteristica questa di quasi tutta la sua produzione letteraria - un testo filosofico, o meglio la trasposizione letteraria di una tesi filosofica. Il suo protagonista non rappresenta un personaggio inedito nella letteratura del Novecento. Alle sue spalle è già presente una tipologia di personaggi segnati dalla frattura tra coscienza e realtà, caratterizzati dalla vocazione a demistificare il vuoto che si cela dietro alle certezze apparenti di una società da cui non resta che prendere le distanze. Ma il merito di Sartre consiste nell’aver espresso tale atteggiamento con una capillare sottigliezza di analisi psicologica calata in un contesto storico ben delineato. Quello della città di provincia dove Rosquentin vive, i caffè, la passeggiata domenicale, i membri della piccola borghesia con cui egli interagisce. Il rigore con cui viene descritta la scoperta della gratuità e dell’assurdità del vivere che determinano il suo senso di “nausea”, l’ironia con cui è denunciata la falsa posizione di quanti non hanno il coraggio di accettare questa dimensione e si trincerano dietro vacui ideali, risultano tali da conferire a questo romanzo una validità artistica di innegabili novità e autonomia.

 


 

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