La notte che bruciammo Chrome

La notte che bruciammo Chrome
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Johnny Mnemonico possiede - registrati nei suoi tessuti cerebrali - centinaia di megabyte di informazioni alle quali non può accedere coscientemente: uno spazio che affitta al miglior offerente e che qualche tempo fa ha messo a disposizione del gangster Ralfi Face, che però è sparito senza pagare né scaricare i dati dal sistema neuronale di Johnny. Perché? Perché i dati in questione sono un software proprietà della Yakuza, la spietata mafia giapponese, e il tipo che li ha rubati è carne morta, come del resto sarà presto Johnny Mnemonico, perché anche se il software si può scaricare senza che lui ne sappia nulla pare che qualche flebile traccia nei neuroni rimanga, e la Yakuza non vuole correre rischi. Ben presto Johnny e la sua guardia del corpo, la mercenaria bionica Molly Million, finiscono braccati da un misterioso, spietato killer della Yakuza che uccide con un lazo monomolecolare taglientissimo nascosto nel pollice. L’unico che può aiutarli a decrittare il software è un delfino cyborg eroinomane di quelli usati dalla Marina nell’ultima guerra... Bobby Quine e Automatic Jack sono cowboys della consolle, hacker e razziatori cibernetici, i migliori sul mercato. Bobby ha solo un punto debole: le donne. Ne va a caccia continuamente, e questo a volte lo rende poco lucido e vulnerabile. L’ultima della quale si innamora è la 19enne Rikki Wildside, lentiggini sul nasino, occhi di un colore a metà strada tra l’ambra scura e il caffè francese, corpo da urlo e la fissa di farsi impiantare gli occhi biomeccanici Zeiss Ikon, quelli delle dive, che costano una fortuna. Bobby e Jack sono i migliori, dicevamo. Ma forse stavolta hanno scelto un bersaglio troppo grosso: per sbaragliare un commercio di vite umane nel quale è capitata anche Rikki decidono di hackerare i blindatissimi conti bancari di Chrome, una stranissima e anziana boss del traffico di ormoni pituitari con il corpo di una quattordicenne, una dei famigerati e letali Ragazzi. Per farlo devono bruciare l’ICE (Contromisure Elettroniche d’Intrusione) di Chrome, il più avanzato che esista... Un brillante fotografo pubblicitario americano viene incaricato da una casa editrice londinese molto chic di scattare in giro per gli Usa una serie di istantanee di insegne commerciali, palazzi, oggetti di design rappresentativi del cosiddetto stile “Modernista Aerodinamico Americano”, quello per intenderci che negli anni ’50 “immaginava” il futuro come un incrocio tra “Metropolis” di Fritz Lang e un'orgia di razzi a forma di sigaro come quelli che campeggiavano sulle copertine della rivista di fantascienza “Amazing Stories” diretta da Hugo Gernsback. Il fotografo inizia il suo lavoro con entusiasmo, ma ben presto comincia a subire bizzarre allucinazioni, vere e proprie visioni di un’America alternativa che è effettivamente costruita secondo lo stile Modernista Aerodinamico Americano...

Tsiolkovskij 1 è una stazione spaziale in posizione stazionaria tra l'orbita terrestre e quella lunare, ai margini dell'Anomalia Tovyevskij, una misteriosa zona dello spazio nella quale le navicelle scompaiono per tornare anni dopo riapparendo dal nulla nello stesso punto disabitate o con equipaggi ridotti a larve umane in fin di vita, a volte cariche di indecifrabili manufatti: uno di questi si era rivelato un disco-dati contenente la cura per il cancro, e quindi Stati Uniti e Unione Sovietica hanno unito le forze per dotare la Tsiolkovskij 1 di personale specializzato che grazie a droghe, ipnosi o capacità innate è a volte in grado di stabilire un 'contatto' con le coscienze di coloro che ritornano dall’Anomalia in coma apparente. Toby è uno di questi preziosi agenti 'mentali', e sta per entrare in contatto con Leni Hoffmansthal, una chemiofisica tedesca appena ricomparsa in quel settore spaziale...

Prima del suo sfavillante debutto come romanziere con l’essenziale Neuromante, William Gibson è stato una delle stelle più luminose del panorama delle riviste di science-fiction anglosassoni in uno dei periodi più vitali e creativi della loro storia, sebbene uno dei più deficitari dal punto di vista delle vendite. Sono qui raccolti racconti pubblicati tra il 1977 e il 1986, alcuni scritti a quattro mani con John Shirley, Bruce Sterling e Michael Swanwick: il passaggio – o per meglio dire l’evoluzione – da fantascienza per così dire canonica (Il continuum di Gernsback, La razza giusta - quest’ultimo con un sapore a la William Burroughs in più) a un approccio New Wave nei temi e nello stile narrativo (Hinterland, Stella Rossa, orbita d’inverno) fino alla definizione del manifesto cyberpunk (Johnny Mnemonico, New Rose hotel, il seminale Frammenti di una rosa olografica, Il mercato d’inverno, forse il racconto più bello ed equilibrato del libro) è perfettamente percepibile, evidente, direi inesorabile come un’ouverture malgrado la disposizione non cronologica dei racconti – evidentemente regolata da logiche commerciali e non filologiche - non aiuti in tal senso il lettore. La capacità profetica e visionaria di Gibson, che qui vede con più di vent’anni d’anticipo l’avvento di Internet e dell’Era Digitale, non è fine a se stessa ma funzionale a trame emozionanti, cupe, modernissime e avvincenti, puro entertainment d’autore. Una curiosità: in più di un racconto l’Unione Sovietica ha un ruolo dominante nello scacchiere internazionale: quando questi racconti sono stati scritti, il colosso russo appariva potente e minaccioso, il muro di Berlino si ergeva ben saldo, sull’Europa aleggiavano nubi minacciose di guerra nucleare e perestrojka e glasnost erano parole ancora sconosciute.



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