La notte del bombardiere

La notte del bombardiere

David non dorme più. Non riesce più a farlo senza usare le medicine, è così da ormai troppo tempo, dalla maledetta notte del parcheggio. Quella notte ha cambiato le vite di David e di Lucie, sua madre, per sempre. Adesso Lucie non ci sta più con la testa, dice cose senza senso, si comporta in modo poco ortodosso, non è più lei. Ci ha pensato nonna, comunque. Ora Lucie è all’ospedale, sorvegliata dai dottori, non da più problemi. Anche a David ha pensato nonna, l’ha messo su un treno e l’ha spedito in un buon collegio. A Triviana-sur-Mer David non darà più fastidio a nessuno e imparerà a comportarsi bene, senza dare più problemi. Certo, Triviana è un posto davvero strano! Abitato da gente strana, popolato da veri e propri fenomeni; dicono che durante la guerra vi si sia schiantato un bombardiere giapponese, che abbia quasi distrutto l’intero paese. Ma questo non spiega perché le notti di Triviana siano così pericolose. Non spiega perché David sia inseguito da creature metalliche e perché le persone accanto a lui muoiano. Non lo spiega, o forse sì...

Un romanzo di buona fattura, pubblicato in Francia nel 1989. La presente edizione è la ristampa dell’unica edizione italiana, cioè il numero 1119 della collana Urania pubblicato nel 1990. La forza di questo romanzo è l’ambientazione, Brussolo riesce a costruire un’immaginaria cittadina costiera americana prendendo a modello le classiche e decadute località balneari della Francia. Ecco che, allora, Triviana-sur-Mer assomiglia molto a uno dei piccoli centri balneari della Normandia: vaste spiagge flagellate dal vento e dalla marea, strade e case dallo stile retrò, pochi negozi, popolazione un po’ schiva e “originale”. Soprattutto la popolazione locale, i personaggi creati da Brussolo, costituiscono il fulcro dell’intera trama, il motore che permette di tessere attorno al lettore una vera e propria ragnatela di misteri e situazioni da pura tensione. L’autore si concede una buon numero di pagine per dispiegare lo scenario sotto gli occhi del lettore, anche se il punto di vista narrativo di David rivela già per intero la stranezza della situazione iniziale e introduce lo sviluppo della storia da una prospettiva volutamente insana. Nel mettere in tavola le sue carte, Brussolo ci porta a toccare con mano l’impietosa tragedia che ha cambiato la vita di David e di sua madre. David e Lucie, tuttavia, sono più che vittime. Sono persone scomode, prive della giusta e corretta sanità mentale che si richiederebbe a delle persone socialmente accettabili: sono problemi ambulanti, quindi destinati all’allontanamento, all’esilio dalla società civile. La storia, quindi, si presenta fin dall’inizio come banalmente cupa. Dipinta in toni forti ma, dopotutto, quotidiani, da orrore metropolitano e privo della classica verticalità lovecraftiana.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER