La notte del drive-in

La notte del drive-in
Quattro ragazzi decidono di passare un venerdì sera al drive-in Orbit, il più grande del mondo, a guardarsi cinque classici dell'orrore assieme a qualche migliaio di persone. A metà del secondo film, nel cielo appare una strana meteora sorridente, e poi il drive-in viene circondato da misteriose, fittissime tenebre che uccidono chiunque tenti di uscire. Il panico inizia a serpeggiare e dopo ore, giorni senza più cibo e alla mercé di forze soprannaturali, mentre i film dell'orrore continuano senza sosta ad essere proiettati sugli schermi, gli spettatori intrappolati nel drive-in diventano sempre più violenti, feroci, pericolosi e disperati...
Pubblicati originariamente negli Usa a distanza di un anno uno dall'altro, arrivano in Italia in un unico volume i due romanzi del 'ciclo dell'Orbit', fra le più celebri e paradigmatiche opere di Lansdale. Anche se probabilmente lo scrittore texano ha nell'ultimo decennio sfornato romanzi stilisticamente più maturi, è innegabile che la saga del drive-in conservi tuttora una freschezza e una energia che le donano un bizzarro, inimitabile fascino. Con schematica dietrologia, si potrebbe leggere nella allucinante avventura delle vittime del despota mutante Re dei Popcorn prima e del pazzo assassino Popalong Cassidy poi una metafora del potere disumanizzante del cinema e della televisione e della violenta cultura che hanno contribuito a creare. Si tratta senz'altro di un tema sotteso alla narrazione, ma Lansdale non vuole fare prediche né tanto meno chiamarsi fuori da un mondo la cui sinistra bellezza invece celebra con affetto, pur se venato di inquietudine. I teenager protagonisti, il taciturno e pragmatico Bob, l'anonimo narratore con le sue incertezze croniche, il 'duro' Willard e l'introverso nero Randy (destinati proprio questi ultimi dopo una fusione soprannaturale a metà tra un esperimento da mad doctor cinematografico e una simbiosi sessuale a dare vita al Re dei popcorn) si nutrono di estetica horror e popcorn, si trovano perfettamente a loro agio incastrati tra file di automobili (alcune cigolanti a causa delle evoluzioni erotiche in corso al loro interno), barbecue fumanti, cappelli da cowboy, cristiani fondamentalisti, Harley-Davidson, musica country e fucili a pompa. Ovunque sia il confine tra tutto questo e l'orgia di violenza e cannibalismo alla quale gli spettatori prigionieri dell'Orbit danno vita dopo qualche giorno, Lansdale lo oltrepassa con l'acceleratore pigiato a tavoletta, regalandoci sequenze splatter, citazionismo pop, creatività vulcanica e puro, genuino orrore (sequenze come quella della bambina massacrata a calci lasciano il segno). Nel secondo romanzo del ciclo, più visionario e disomogeneo, l'atmosfera si fa giocoforza meno claustrofobica (i protagonisti sopravvissuti evadono dal drive-in solo per scoprire che il mondo intorno è una foresta infestata da tirannosauri, alberi-vampiro e bande di assassini), fa irruzione un personaggio femminile tratteggiato con originalità e vigore, Grace, e Lansdale passa a rendere omaggio al mondo dei fumetti e della tv della sua infanzia. Rimembranze di Cronache dell'Era Xenozoica di M. Schultz e S. Stiles o dell'estetica di Roger Corman si fondono con un circo variopinto di serie tv poliziesche, western, fantastiche, tutte 'trasmesse' senza sosta dalla testa-tv del temibile Popalong Cassidy. Scritto - per ammissione stessa dell'autore - per il mercato dei tascabili pulp e per i palati forti, La notte del drive-in supera le aspettative e riesce ad essere memorabile in alcuni felici momenti (la ricerca del cibo all'Orbit, la nascita del Re, la cerimonia dei cristiani), pur soffrendo di una qualche discontinuità. Una curiosità: i cinque film proiettati all'Orbit nella serata maledetta sono "La casa", "Non aprite quella porta" (quello del '74, ovviamente), "La notte dei morti viventi" e due inediti in Italia, "I dismembered mama" e "The toolbox murders".

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER