La notte di Roma

La notte di Roma

Roma. 8 aprile 2015. Il giovane Sebastiano Laurenti ‒ alto, elegante, ironico, figlio di un onesto ingegnere suicida per debiti, educato nei migliori collegi ‒ contempla lo spettacolo del caos. In cinque giorni è riuscito a far bruciare Roma: rivolta contro i centri di accoglienza per immigrati, caccia allo zingaro, sistematica devastazione da parte degli ultras, sciopero selvaggio dei trasporti, blocco della raccolta rifiuti, militari in strada, Unità di crisi permanente al Viminale. Ora che il Samurai è in carcere tocca a lui gestire gli affari del crimine organizzato. Non beve e non si droga, ma si sarebbe innamorato della magnifica fredda deputata PD Chiara Visone e l’alto biondo vizioso Fabio Desideri vorrebbe fargli le scarpe. Così è costretto a reagire per non restar fuori dagli affari della linea C della Metropolitana e del nuovo Giubileo, gestiti da delegati nuovi e forse sani, l’irreprensibile monsignor Daré per il Vaticano e l’ex senatore comunista Polimeni per il Comune. Il pestaggio di un geometra il 12 marzo e il suicidio di don Paolo il 13 marzo aprono per quasi tre mesi una guerra senza esclusione di colpi, di cui il vice del sindaco prova a essere il regista pubblico…

Il giornalista Carlo Bonini e il magistrato Giancarlo De Cataldo dopo l’Ostia di Suburra (settembre 2013 il libro, ottobre 2015 il film, 2017 la serie televisiva), continuano a raccontare la criminalità fuori e dentro l’amministrazione pubblica della capitale. Sembra di rileggere la cronaca degli ultimi giorni del sindaco Ignazio Marino. Qui (anzi, anche qui, visto che i richiami alla figura del “chirurgo Dem” sono evidenti) il sindaco è un professionista prestato alla politica: Martin Giardino detto “er Tedesco”, gira in bici, permaloso e sospettoso, molto onesto, estraneo al vero Governo della città, cioè Maggioranza, Opposizione, Partito dei Costruttori. Il Samurai assiste alla lotta di successione dalla sua cella di detenuto al 41bis in un carcere del Nord. Il romanzo è in terza varia, personaggi principali e comprimari (alcuni presenti anche nel precedente romanzo di successo) sono un miscuglio di personalità che vediamo tutti i giorni in tv, forte la tentazione di abbinar loro nomi reali. La colonna sonora rincorre i conflitti: Wagner, Donizetti (a Seul), Bach (al funerale), De Gregori e il jazz di Adriano, che è un ottimo casalingo cuoco al Ghetto (carciofi alla giudia e rigatoni colla pajata). Vino bianco ma anche Chateauneuf-du-Pape Croix de Bois 2006.



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