La nuova stagione

La nuova stagione
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A luglio una copiosa grandinata si abbatte sulle coste del sud delle Marche. Una gragnola talmente fitta e violenta da imbiancare le spiagge come fosse neve a Natale. I danni che si lascia alle spalle sono innumerevoli: tapparelle bucherellate, facciate di case da rifare, vetri di finestre rotti, tendoni squarciati. È incredibile come una grandinata di pochi minuti possa provocare tanta devastazione. Nella memoria degli abitanti, sono vivi i ricordi di quanto accaduto qualche mese prima; ricordi drammatici di un terremoto artefice di distruzione e morte. La terra trema in diverse occasioni in quel periodo, tra agosto, ottobre e gennaio. Il primo mese dell’anno non porta solo il terremoto con sé, ma anche una forte nevicata, madre di una paurosa valanga che seppellisce un albergo in Abruzzo, uccidendo ben ventinove persone. Il cuore dell’Italia, martoriato e flagellato da eventi naturali, viene messo in ginocchio dalle conseguenze degli stessi avvenimenti. Anche alla vista quei posti non sembrano più gli stessi. Luoghi un tempo immacolati e accoglienti, di una bellezza strepitosa, ora sembrano brulli e aridi, quasi infuriati con la vita e il suo destino. Le case di pietra cadono a pezzi, i borghi celebri per la loro magica atmosfera si svuotano. Gli abitanti, quei pochi rimasti si aggirano per le strade con i volti di pietra e privi di espressione alcuna. Loro, quelle persone, lo sanno che la Terra di tanto in tanto fa i capricci, ma in maniera cosi forte, in modo così violento, non succedeva da tanto. Il popolo marchigiano cerca ancora una volta di dimostrare la propria tenacia, resistendo e non perdendo la speranza. Purtroppo però, non tutti ce la fanno. Tanti abbandonano, vanno via, alla ricerca di un futuro migliore. Del resto, le scosse incessanti fanno paura, terrorizzano e annebbiano ogni forma di speranza. Proprio vicino a quei posti, le sorelle Olga e Nadia Gentili decidono di vendere i terreni di famiglia, perché hanno voglia di chiudere totalmente con il passato e con i luoghi appartenenti alla loro giovinezza. Nonostante la voglia di staccarsi da quei posti, le donne, quando sono in giro per il paese, si guardano intorno come se vedessero quelle case e quelle vie per la prima volta. Forse, dopo gli eventi catastrofici, la voglia di prendersi cura di quei luoghi è tanta, anche da parte di chi vorrebbe lasciarli definitivamente. Olga ammette di non vivere più in paese da tanto tempo, ma in quel periodo, in quei mesi terribili, sente un attaccamento speciale a quelle vie, a quelle case, a quelle chiese...

Silvia Ballestra nel suo La nuova stagione racconta di sentimenti, emozioni, ricordi e antiche tradizioni. Un romanzo che vede protagoniste due sorelle, Olga e Nadia, le cui vicende si snodano nel cuore delle Marche, una regione, in quel periodo, (2016- 2017), flagellata dagli eventi atmosferici e indurita dalle vicende che ne susseguono. Le due donne sono combattute tra la scelta di tagliare completamente il legame con quei luoghi e quella di dar voce ai propri sentimenti, che le vedono sofferenti per la loro Terra così profondamente colpita. Belle le descrizioni paesaggistiche che Silvia Ballestra incastona sapientemente in una trama fitta e compatta. Tratteggia con dovizia di particolari il profilo della Sibilla, maestosa montagna che un tempo era solo dei viandanti e dei pellegrini e che adesso è solo dei turisti. Il monte sorge in tutta la sua magnificenza tra il Vettora e la montagna della Priora e per poterci arrivare è necessario passare da Montemonaco, un caratteristico borgo, la cui peculiarità è data da una sorta di balcone che si affaccia su profondi dirupi e dove si possono gustare favolosi panini farciti con la lonza o il ciauscolo. Fa parte della tradizione e delle usanze passeggiare verso la Sibilla e fermarsi a mangiare le due enormi fette di pane, con una buona quantità di companatico, certamente non “adatte a tutti i tipi di mascella”. Affascinanti i racconti popolari di cui l’autrice forgia il romanzo, simpatici gli aneddoti e i detti che sono propri di un popolo antico come quello marchigiano, interessanti le tradizioni culturali di una regione che ha da sempre il dono del calore e dell’accoglienza. La Ballestra parla di tutto questo e lo fa in buona parte attraverso le vicende di Olga e Nadia, due donne guardinghe e ingenue, in conflitto perenne con la loro madre, entrambe alla ricerca di un nuovo inizio, appunto La nuova stagione. La voce narrante, una cugina delle due protagoniste, racconta di un tempo presente e di un tempo passato, in una narrazione ricca di particolari mai dissonanti, in cui i dialoghi e le parti descrittive si alternano amabilmente. Una scrittura scorrevole quella della Ballestra, che si avvale di espressioni piuttosto colorite della lingua marchigiana, accentuando così l’originalità del racconto e dando un valore aggiunto alle usanze e alle tradizioni narrate. Un romanzo di vicende reali, intriso della più concreta quotidianità, di storie di vita vissuta, alcune drammaticamente attuali, dal rapporto tra le due sorelle, descritto con estrema naturalezza, ai fatti legati alle terre, ai proprietari terrieri e ai loro lavoranti. Magistrale la capacità della scrittrice marchigiana, di inserire storie che si staccano dalla trama, senza correre rischio alcuno di distogliere l’attenzione del lettore, ma con l’unico riuscito intento di arricchirne la lettura. Un libro forte, di una potenza disarmante, in cui l’importanza del legame con le proprie origini è elevato all’ennesima potenza.



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