La parola contraria

 La parola contraria
La LFT, ditta costruttrice della linea TAV Torino-Lyon, annuncia contro lo scrittore Erri De Luca una denuncia a seguito delle frasi dette e pubblicate sulla testata “Huffington Post”. La denuncia è depositata il 10 settembre 2013 presso la procura della Repubblica di Torino. Nel febbraio 2014 agenti della Digos, questura di Roma, arrivano di sera a casa dello scrittore e consegnano copia dell’avviso all’indagato. Capo d’imputazione: aver istigato pubblicamente al sabotaggio della TAV in località La Maddalena di Chiomonte (TO), area di “interesse strategico nazionale”. Il 5  e 9 giugno 2014 si svolgono le due prime udienze del processo e lo scrittore decide di non presentarsi perché le stesse si tengono a porte chiuse…
Ancora una volta Erri De Luca dà prova di icasticità stilistica e contenutistica, frutto probabilmente della frequentazione dei testi  sacri veterotestamentari cui lo scrittore napoletano si dedica da anni con laica abnegazione. Un “j’accuse” fiero e non retorico, che nel suggestivo andamento anastrofico sublima un linguaggio semplice e ordinario, ricordando forse a tutti che la verità (a dispetto della sua sempiterna compagna, l’interpretazione) esiste davvero. E la dimostrazione di ciò è  il fatto che, una volta proclamata, essa mette paura e suscita allarmi. De Luca così scrive un libriccino sul potere invisibile della parola da cui sembra fuoriuscire l’urlo contestatorio dei 99 Posse nella loro canzone L’anguilla: “Voi non mi avrete mai …come volete voi!”.

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