La partita perfetta

La partita perfetta
Quando il gioco si fa duro, i duri - o quelli che si sentono tali - cominciano a giocare. Oppure chi l'ha dura, la vince. E via dicendo. Ma non siamo di fronte ad un dizionario di proverbi, almeno non solo. Mister Billy Chapel tutto sommato a 37 anni ha poco da chiedere alla vita. O forse, come tutti gli umani, incontentabili per definizione, ha ancora da chiedere tutto. È nella storia del baseball, ma è al crepuscolo della carriera, per limiti fisici, più che mentali. Da 17 anni gioca per i Detroit Tigers, fedele quasi come un cane al padrone e la modestia della squadra non ha impedito al giocatore di mostrarsi al mondo come uno dei migliori interpreti del ruolo e del gioco. Gli sgoccioli della sua attività non possono sciogliere o condensare in un frigorifero le sue gesta da record. In questa ultima giornata del campionato in corso la sua squadra poco temibile deve affrontare i ben più solidi New York Yankees. Ordinaria amministrazione. Pur col massimo impegno, che si vinca o si perda, Chapel poi si dedicherà all'agognato riposo, con la sua bella ragazza, dallo spirito gaio, il suo hotel di proprietà e una vacanza in Nuova Zelanda tanto per dimostrare che, alla fine, chi non si looda non si macchia e può godersi l'ingaggio da giocatore e la fama da recordman come meglio crede. Nel giro di poche ore però, ecco il risvolto della medaglia. Il buon Billy, comunque dai buoni precetti e dalla educazione sana, si spupazzava senza grosse limitazioni reciproche la bella Carol, neo femminista dagli umori instabili. E Carol gli da buca prima della partita e poi, una volta rintracciata si premura di dirgli che va bene, è stato bello, ma voglio sposarmi, con un altro però. Se non bastasse, nel contempo, un tronfio giornalista, di ottima fama e con fame di gossip lo avverte: sei stato venduto a un'altra squadra, diciassette anni non bastano a colmare un nuovo contratto, lo sport è anche sacrifici di bilancio. Non c'è scelta né clemenza e allora Chapel, tra una citazione del melenso cantautore Donovan e l'altra, decide  che quella contro gli Yankees sarà, per forza di cose, l'ultima partita che giocherà, con grande disperazione del suo amico e compagno di gioco preferito. Sic transit gloria mundi. Ma un eterno bambino come lui, con una vita dedicata al baseball, non può solo accettare il destino, la forzatura delle cose. Magari lasciare un segno, un solo segno, ma di quelli che restano. Magari giocando la partita perfetta, nessuno sbaglio e tutti i battitori avversari eliminati. Non sarà facile, anzi. Il fisico ormai è quello che è e gli avversari sono non temibili, ma di più. “Billy, tu ami solo il baseball. E' vero o no? Insomma, sei veramente felice solo sul monte di lancio”. Già, proprio così. Sceso da quel monte, Billy pare affogare in una sorta di paludosa incapacità…
Romanzo piatto e liscio, come un tavolo da biliardo abbandonato ma ben tenuto. Nessun avvallamento, nessun bozzo, nessun innalzamento o abbassamento. Tutto inizia e tutto finisce esattamente come si prevedeva e non c’è nessuna analisi di approfondimento. Un vacuo richiamo a valori umani immortali, quali la famiglia e l’amore con l’A maiuscola, evidenti e didascalici tentativi di esaltare quei valori etici e morali non trascurabili anche dello sport anche se siamo nel mondo professionistico. Quasi una bozza, o una scenografia di certi film made in Hoollywood che vengono guardati in un’ora e mezza senza lasciar traccia di brividi o pensieri. Quanto alla “bozza”, in effetti il romanzo uscì postumo, per iniziativa del figlio dell’autore e forse magari tutto stato lasciato intatto, allo stato brado, senza aggiunte o aggiustamenti, in memoria forse del padre. Quanto alla “sceneggiatura” dal libro fu tratto un film che non credo abbia fatto storia, girato da Sam Raimi, dal titolo italiano Gioco d'amore (1999), con Kevin Costner ad impersonare Billy Chapel. L’autore Michael Shaara (1928-1988) fu autore poco prolifico e deve la sua notorietà, almeno negli States, al suo romanzo dedicato alla battaglia di Gettysburg. Nota di menzione alla casa editrice, che ha attivato questa collana con testi di narrativa incentrati sullo sport con questo volume corredato da note illuminanti per capire meglio il gioco del Baseball e con una grafica ed una qualità editoriale di buona fattura.

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