La pista di ghiaccio

Gaspar Heredia è un poeta messicano approdato in Spagna, vecchio conoscente di Remo Moràn, un commerciante che gli procura un lavoro temporaneo. Enric Rosquelles è invece un grassoccio e cinico politico che si occupa del sociale a Z., una cittadina della Costa Brava. All’insaputa della sindaca Pilar, Enric fa ristrutturare Palazzo Benvigut in modo da costruire una pista da pattinaggio dove far allenare la bella e irrequieta Nuria Martì, famosa pattinatrice esclusa dalla squadra olimpica, della quale Enric è innamorato. Nel frattempo Nuria conosce e si innamora di Remo, il quale ricambia il sentimento, il tutto all’insaputa di Enric, in modo da poter continuare i suoi allenamenti. Il palazzo è abitato anche da un’altra donna, Caridad, della quale si è a sua volta innamorato Gaspar, che l’ha conosciuta nel camping di Remo dove Gaspar lavora e dal quale Caridad viene allontanata. Pedinando Caridad fino a Palazzo Benvigut, Gaspar viene a conoscenza della tresca. È estate quando a Z. accade un tragico evento: viene ritrovato, proprio sulla pista di ghiaccio, il corpo senza vita di una cantante lirica, probabilmente vittima di un efferato e brutale omicidio. Questo evento inatteso dà un grande lavoro alle autorità spagnole, impegnate a risolvere il mistero partendo proprio dalle testimonianze di Remo, Gaspar ed Enric…

Pubblicato soltanto nel 2004 da Sellerio e nel 2019 da Adelphi, La pista di ghiaccio è il romanzo d’esordio dello scrittore cileno Roberto Bolaño, che ne aveva dato le stampe in Spagna nel 1993, dieci anni prima della sua prematura scomparsa (2003). Intessuto come un originale racconto a tre voci, quelle di Remo, Gaspar ed Enric che danno a turno la loro versione dei fatti, il testo scivola velocemente da romanzo noir a romanzo sentimentale. E viceversa. In questa prima prova di scrittura ci sono tutti gli elementi che troveremo poi nei testi più noti dell’autore cileno (la poesia de I detective selvaggi, il giallo di 2666, lo spazio narrativo individuale e biografico de La letteratura nazista in America). Più che un romanzo polifonico, si tratta di un romanzo incentrato sulla solitudine dell’individuo e sulla sua umanità. Sullo sfondo non mancano elementi autobiografici (facile trovare in Gaspar, sudamericano in esilio in Spagna, un richiamo esplicito all’autore di cui potremmo pensare sia l’alter ego) e riferimenti espliciti di critica sociale alla situazione politica del Cile, ma anche alla Spagna traffichina e arrivista impersonata dal funzionario socialista catalano Enric Rosquelles. Come spesso accade per i grandi scrittori, per provare a comprendere il senso generale della produzione narrativa, non è determinante la lettura delle opere in senso cronologico ma bisogna affrontarle tutte riscontrandone i legami e le variazioni che le legano fra di loro, concorrendo a definire i confini di una poetica piena e vitale, ripetitiva ma anche capace di rigenerarsi e migliorarsi. Nella scrittura di Bolaño c’è il senso irriverente della vita, la rappresentazione a volte grottesca, a volte invece visionaria, del reale; c’è tutto il senso della scrittura sudamericana che oscilla da Borges a Cortazar, al connazionale cileno Sepulveda, talmente piena e varia da sfuggire a ogni tentativo di classificazione ed etichettatura.

 


 

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