La porta dei sogni

La porta dei sogni
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1522: il pittore olandese Jan van Scorel, appena nominato da papa Adriano VI conservatore del Belvedere di Roma, si concede una lunga passeggiata notturna sulla via Ostiense, e qui si imbatte in una misteriosa costruzione con una radura al centro nella quale si sono riuniti Dante Alighieri, Cimabue, Guido Cavalcanti, Botticelli, Cino da Pistoia, Andrea Orgagna, Filippo Lippi, Paolo Uccello e Donatello, che chiedono a van Scorel di fare il giudice in una disputa tra loro sul senso dell'amore... La giovane cameriera di una locanda nella sperduta landa di Muir sta lavorando a maglia di notte quando qualcuno bussa alla porta, nonostante in dicembre quasi nessuno si avventuri in quelle terre desolate: quando la ragazza va ad aprire si trova di fronte una donna tremante che però poco dopo si rivela essere un sanguinario assassino che porta con sé la mano mozzata di un morto... Una casa misteriosa con porta e finestre sbarrate, sempre buia e silenziosa di giorno, è abitata da strani bagliori nel cuore della notte: una banda di ragazzini cerca di scoprire i segreti della magione e una notte si deve misurare con il terrore agghiacciante del volto di una bambina che appare a una finestra, seguito da orribili rumori... Una signora della buona borghesia parigina esplora il sottobosco della sua città, con particolare curiosità per i truffatori che attirano i gonzi col gioco delle tre carte. Uno di questi, un losco figuro che 'esercita' nella galleria dello Zifolo, le spiega che dietro al gioco delle tre carte c'è una filosofia 'alla Robin Hood', una vendetta degli apparenti truffatori contro gli apparenti truffati, loro sì veri ladri che scendono dai quartieri alti e vorrebbero anche vincere soldi ai proletari...
Con la preziosa cura di Orazio Leogrande, che firma anche una breve ma particolareggiata nota biografica sull'autore in appendice, torna in libreria Marcel Schwob con una raccolta davvero imperdibile. Il titolo La porta del sogno è un omaggio all'omonima antologia del 1899, che però aveva un diverso contenuto: qui sono raccolti scritti di vario genere, tutti inediti in Italia. Un abbozzo di un romanzo giovanile mai pubblicato, l'ultimo racconto scritto (ritrovato nella Biblioteca di Nantes), brillanti saggi letterari su Francois Villlon o Robert Louis Stevenson, disamine filosofiche sul riso, la perversità e l'amore, una vita immaginaria non compresa nella versione finale del suo capolavoro, un pugno di racconti neri, anzi nerissimi, o di ambientazione esotica. Quanto basta per deliziare chi ama Marcel Schwob e chi - noi per primi – auspica il suo passaggio dallo status di 'scrittore maledetto' di culto conosciuto solo da un ristretto pubblico di iniziati a quello di titano della letteratura ottocentesca studiato nelle scuole.

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