La prima operazione della Squadra speciale Minestrina in brodo

La prima operazione della Squadra speciale Minestrina in brodo

Ma sarà poi ‘sta gran cosa la pensione? A Pammattone Mignogna e Santoro della questura di Genova, quell’ex davanti alla qualifica professionale – rispettivamente sostituto commissario, sovrintendente alla Scientifica, assistente capo all’Immigrazione – proprio non va giù. Non è tanto per il senso di inutilità, è che proprio si annoiano. Cercano senza troppo successo di dar vita ai progetti accantonati per il post pensionamento ma poi tornano a bere il caffè nel bar vicino alla questura, attirandosi anche le bonarie prese in giro degli ex colleghi. Così non funziona. E allora, tra una chiacchiera e l’altra, pensano che potrebbero rimettersi in azione e dedicarsi a tutti quei casi che per un motivo o per l’altro sono rimasti senza soluzione, dimenticati o quasi nei faldoni. C’è da risolvere il problema della mancanza di un distintivo, ma con l’aiuto di Lugaro – ex vice del sostituto commissario, che accoglie con entusiasmo la proposta – avranno accesso alle informazioni che non sono più alla loro portata agendo quasi sotto copertura. E trovano anche il tempo per aggiungere alle loro vite qualcosa che mancava: Ferruccio Pammattone, nome in codice Semolino, deve lasciare la stanza che gli ha fatto da casa per tanti anni e cede alla disarmante corte di Yasmina, una senegalese con la metà dei suoi anni; Eugenio Mignogna – alias Kukident – riparte dal look diventando anche padrone di un cane e Luc (senza la a per un errore dell’anagrafe) Santoro – nome in codice Maalox – trova il tempo di dedicarsi alle amate figlie. La “Squadra speciale Minestrina in brodo” è pronta…

Roberto Centazzo, già “padre” del Giudice Toccalossi, protagonista di numerosi romanzi, e autore radiofonico, ha centrato il bersaglio inventandosi dei personaggi che affrontano l’arrivo della terza età (con gli acciacchi che inevitabilmente si porta dietro) aggirandoli con arguzia e intelligenza. Facendo della dietrologia spicciola, i tre componenti della Squadra speciale sono l’immagine di uno spaccato della società odierna, o almeno di quella parte composta da non più giovani che sono però ancora attivi e con nessuna voglia di farsi da parte, di diventare inutili. L’indagine che l’autore ha confezionato – pur essendo scritta e descritta con leggerezza – non ha nulla di banale: non si tratta del classico omicidio per intenderci, anche in questo è andato oltre, ma di una trama complessa che va a toccare tante forme delinquenziali non immediatamente collegabili ma in realtà assolutamente consequenziali e soprattutto attualissime. Apprezzabile, almeno per i lettori più pignoli, è l’escamotage utilizzato per dare la possibilità ai tre ex di agire senza i sotterfugi che tanto spesso capita di leggere. Una storia fresca che non sa di già visto: assolutamente e deliziosamente divertenti le descrizioni dei tre ex poliziotti, ma senza farne delle macchiette e senza nulla togliere alla durezza della storia.



 

 

 

 
 
 
 

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